Juventus è natura concentrata

Quel che andiamo a scrivere prescinde dal torneo cui partecipiamo e dagli avversari che fronteggiamo. L’ultimo in ordine di tempo, ieri, è incluso e focale nell’insieme.

Poche ore fa, abbiamo preso visione di una documentazione formale: la valenza complessiva della Juventus. Una formazione totale, colma di ogni fattore necessario e sufficiente per giungere agli obiettivi intermedi e finale. L’ultima partita può essere adoperata come paradigma della dimensione raggiunta e (olè) tuttora in edificazione; una sensazione che fatica a non divenire emozione, una presa di coscienza che difficilmente non renderebbe vantatori.

Torniamo a noi, che non siamo quella roba fuggevole. Una ennesima dimostrazione di concentrazione del tutto: rabbia e serenità, scatto e quiete, caos e gestione. La Juventus aggiunge tensione (intesa come somma attenzione) a tensione, aggiunge impegno ad impegno, aggiunge riflessione a riflessione.

L’arte è natura concentrata

Non c’è gara contro chi mai sottovaluta il momento, chi percepisce piuttosto che pensare, chi acquisisce forza con l’istinto. Questa squadra è l’eccezione alla regola che un problema assoluto conduca a una distrazione irresistibile.

Sembra un team di giocatori di golf: ricerca dell’equilibrio perfetto tra il cervello e il braccio.
È sempre un compromesso tra quello che vuoi, quello che hai fatto in precedenza e quello che i nervi permettono di fare. Il golf è forse lo sport con più senso di gioco e meno senso di vittoria: si gareggia per i momenti che devono ancora venire, cercando il proprio posto. La Juventus come Tom Watson: “Chi temo di più? Me stesso”. In continua creazione, vivendo e respirando senza sosta. Uno stress mentale, una ricchezza di pressione e al contempo l’antidoto a tutto questo.

 

Facciamo un nome a caso…Cristiano.
Non possiamo immaginare e non osiamo dire quanto sia scosso il ragazzo, ma continua a scuotere le reti. In questi momenti, indagini, giornali e tweet stanno a zero: prosegue la marcia del campione coi campioni, palesando fenomenale partecipazione alla causa comune ed estraneità al vento contrario.

 

Il nostro ex capitano Del Piero dice che non sia impossibile vincere tutte le partite del campionato. Lui, che conquistò il primo dei sette con zero sconfitte. Lui che, giocatore, mai avrebbe pronunciato quelle parole. Chiaro perché la Juve vince sempre?