Caos Juve-Napoli, tra le pieghe dei protocolli, dei tweet e dei comunicati

di Roberto Nizzotti |

Il campionato è ad un bivio.

Il Napoli, che ad oggi ha due positivi, mentre era in procinto di partire per raggiungere Torino dove, domani, sera, avrebbe dovuto affrontare la Juve, è stato bloccato dall’ASL di Napoli.

Alla lettura della notizia il primo pensiero per molti era che il non presentarsi alla gara valesse per il Napoli la sconfitta per 3-0 a tavolino ma nel regolamento stilato dalla Lega Calcio ci sono due righe che recitano “fatti salvi eventuali provvedimenti delle Autorità statali o locali nonché della Federazione Italiana Giuoco Calcio”.

Quindi nessuna sconfitta a tavolino ma probabile gara rinviata a data da destinarsi che si fatica non poco ad individuare visti i calendari saturi, anche per le importantissime qualificazioni alla Nations League.

Questa decisione crea un precedente importantissimo, che autorizzerà tutte le Regioni, da oggi in avanti, a bloccare i viaggi delle squadre se lo ritengono, per vari motivi, necessario, scenario che porterebbe praticamente alla chiusura del campionato e che rappresenterebbe una mazzata importante per il sistema calcio italiano.

Il Napoli non parte quindi per Torino e visto il paese nel quale viviamo, pensare che il buon rapporto tra De Laurentiis e De Luca, sancito anche dal tweet nel quale il presidente del Napoli sosteneva apertamente la candidatura del presidente della Regione Campania, abbia avuto un ruolo importante è cosa quasi scontata.

Nel frattempo, la stessa Juve ha annunciato che si presenterà comunque in campo.

In tarda serata arriva l’ennesimo colpo di scena, con l’ASL di Napoli che sottolinea come non abbia vietato alcuna trasferta, ma che abbia semplicemente applicato alle norme per il solo Piotr Zielinski, uno dei due calciatori attualmente positivi nella rosa del Napoli


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