Juve-Napoli 4-3: I SOLITI SOSPETTI

di Willy Signori |

C’è molto rammarico per il risultato che sembrava acquisito e invece…. e invece no, anzi sì…
Ci si trova a scrivere e riscrivere la storia di una partita con la trama bella ma il finale incerto dove il cattivo alla fine è quello che meno ti aspetti, KK, “Kevin” Koulibaly.

Fino ad allora un guardie e ladri coi ruoli precisi, con 60 minuti straordinari della Juventus che organizza il colpo della vita partendo per la prima volta da un pronostico non favorevole (le beghe di mercato, la salute di Sarri, il crociato di Chiellini) contro un Napoli che arriva a Torino con la struttura dello scorso anno più qualche innesto di qualità (tutti in gol stasera) e per quei 60 minuti non vede manco di che colore è il pallone.
Il primo colpo di scena dura 26 secondi, tanti quanti ne servono a Danilo per entrare e alzare le braccia in segno di esultanza; da lì in poi è un thriller mozzafiato.

I sospetti sono i soliti: Szczesny sempre presente, Khedira all’addio al calcio ma utile e quasi in gol, Douglas Costa imprendibile (migliore in campo voto 8 per lui, 2 assist, una traversa) CR7 che anche in serata normale è letale e Higuain da esuberato a esuberante, che quando vede il Napoli si ingrifa come Salvini quando vede un migrante e si beve in mezzo metro il gigante partenopeo col 26.

A questo punto quando CR7 esulta mimando il VAR entra in gioco Kobayashi alias il calcio che per definizione “è strano Beppe” (a proposito, complimenti a Bergomi per una seconda voce a cui mancava solo di cantare “il ragazzo della curva B”) e rovescia in 15 minuti tutto quello che si era visto prima. 3-3, pallino in mano ad Ancelotti

La Juve dopo aver rischiato di fare 5 gol e trovarsi sul baratro, perde sicurezza, esce di testa dalla partita e dimostra ancora comprensibili limiti fisici, il colpo sembra fallito, il giovane deLigt stecca molto (in almeno 2 gol è responsabile) in una serata che vede i centrali andare a farfalle spesso e volentieri.

 

Godiamoci una Juve abbacinante per un’ora come non si vedeva da un pezzo, ma senza dimenticare che nel calcio come nei film c’è anche il secondo tempo.
Lieto fine, a sorpresa, buon successo di pubblico e critica, Douglas Costa candidato all’oscar.