Juve-Napoli 0-1: a scherzare col fuoco…

di Fabio Giambò |

…ci si brucia: è inevitabile, lo sanno i bambini, evidentemente qualcuno l’ha dimenticato, e quel qualcuno oggi di mestiere fa l’allenatore della Juventus. Impostare una partita per pareggiarla 0-0 può pagare sino ad un certo punto, e non regge la scusa secondo la quale si è perso per un colpo di testa allo scadere, perché in contesti del genere l’imprevisto può presentarsi in qualunque momento. Troppa legna nell’area di rigore di Buffon, troppo vento, e in condizioni del genere è facile che divampi l’incendio.

Il mister se l’è voluta giocare con la formazione dell’andata, stavolta però non sono arrivate le giocate dei singoli, è stato “tradito” proprio da Dybala e Douglas Costa, stasera incapaci di fare un passaggio a cinque metri, figuriamoci ripartire in velocità saltando il diretto avversario. Non è questo il puzzle nel quale puoi far rendere al meglio Higuain, che di fatto è stato così consegnato alla cerniera della difesa napoletana senza mai trovare la giocata giusta. Un solo guizzo del Pipita frutta una punizione dal limite, l’unico tiro in porta della Juve stoppato poi dal palo dopo la deviazione della barriera sulla conclusione di Pjanic. Altro fattore sfruttato male il bosniaco: elemento di rottura più che di costruzione, non è quello che ci si aspetta. In generale non è questa la Juve che Allegri non ha fatto altro che promettere per la parte finale di questa stagione quando all’orizzone, qualche mese fa, si vedevano evidenti musi lunghi. Non è un caso, per chi la Vecchia Signora la segue da agosto, che questa squadra si mostri così poco affascinante alla vista, prevedibile.

Poi ci sarà tempo e modo di analizzare anche il gol subito: è il terzo gol degli ultimi sei subito sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il secondo con Benatia bella statuina in questo contesto, lista che si allunga guardando al marocchino “ammirare” Simy in rovesciata a Crotone. Non è una casualità. E adesso? Diamo per scontate le due vittorie in casa, servirà vincere a San Siro con l’Inter e poi all’Olimpico con la lanciatissima Roma: non è difficile, era difficile, adesso sarà necessaria un’impresa. Questa Juve è nelle condizioni fisiche e mentali di porla in essere? I dubbi non possono che essere tanti, le speranze anche di meno, non resta che aggrapparsi a quel punticino di vantaggio, alla solita Juve che sa riemergere nei momenti di difficoltà: stupiteci.