Verso Juve-Milan: le tre puntate precedenti

di Jacopo Azzolini |

Quello tra Juventus e Milan sarà già il quarto incontro tra le due compagini nel corso di questa stagione. Se si valuta esclusivamente il risultato nel corso dei 90′, regna il perfetto equilibrio all’interno delle tre precedenti sfide: una vittoria rossonera, un pareggio ed un successo dei bianconeri. E’ interessante rispolverare queste tre partite perché fotografano al meglio l’ (importante) evoluzione tattica compiuta da Allegri. Ognuna di queste gare è avvenuta in un periodo diverso, con la Juventus che ha utilizzato moduli e atteggiamenti piuttosto differenti tra loro. Ridare un’occhiata all’andamento di queste tre partite è utile per capire meglio ciò che eravamo e quello che invece ora siamo diventati.

 

MILAN-JUVENTUS, 22 OTTOBRE: Dopo la sconfitta contro l’Inter, sempre a Milano la Juventus subisce il secondo K.O. stagionale. Certamente, per quanto riguarda l’esito finale c’è stata un po’ di sfortuna. Tuttavia, non si può certo dire che i bianconeri, contro un avversario nettamente inferiore, abbiano sfornato una prova convincente. Come se non bastasse, l’assenza di Marchisio e l’infortunio di Dybala hanno tolto ad Allegri due uomini chiave.

Si era ancora con il 3-5-2, e forse proprio questa gara mostra ancora oggi i limiti e l’anacronismo di tale disposizione tattica. Nonostante un elevatissimo possesso palla (molto orizzontale, a dire il vero), di fatto la Juventus si è rivelata profondamente sterile e povera di idee, costruendo pochissime azioni degne di nota. In particolare, per una squadra che rispetto al passato ha la necessità di tenere maggiormente il pallone tra i piedi, è parso discutibile dover giocare quasi per obbligo con tre difensori centrali e rinunciare quindi a più uomini offensivi: soprattutto nel contesto della Serie A, con avversari tendenzialmente più passivi.

Oltre alla difesa a tre, molte cose han funzionato male: Pjanic poco nel vivo del gioco, Khedira chiamato a svolgere un lavoro assurdo ricoprendo ampie porzioni di campo (basta vedere le sue Heat Map, quasi da esterno!) ed un Higuain praticamente mai servito. Allegri ci ha poi messo del suo, utilizzando Cuadrado dietro il Pipita come punta di raccordo, alla Dybala. Insomma, una partita che mostra chiaramente l’inadeguatezza attuale del 3-5-2. Soprattutto in fase di possesso.

 

JUVENTUS-MILAN, 22 DICEMBRE: Con buon profitto, la Juve era passata al rombo nella gara interna contro l’Atalanta, subito dopo la disfatta di Genova. A Doha, la capolista macina gioco ed occasioni nei primi 20′, trovando pure il vantaggio con Chiellini. Tuttavia, inizia poi ad assumere un atteggiamento a dir poco rinunciatario, facendosi sempre più schiacciare nella propria metà campo. Su un perfetto cross di Suso, Bonaventura trova il pareggio di testa poco prima del termine del primo tempo. I rossoneri vinceranno la Supercoppa poi ai rigori.

La gara è caratterizzata da numerose difficoltà per i bianconeri, che aumentano a dismisura con l’infortunio di Alex Sandro e l’ingresso di un Evra che viene letteralmente ridicolizzato da Suso per tutta la partita. Inoltre, rispetto al match di campionato, il pressing alto rossonero è più convinto e mostra parecchie lacune all’interno della manovra bianconera. In generale, a rivelarsi decisiva è stata l’incapacità nel mantenere il baricentro di un’altezza accettabile

Quindi, grande difficoltà nella risalita del campo da parte di una squadra – quella juventina – più tecnica ma meno esplosiva rispetto al passato. Poco convincenti anche le scelte di Allegri, con giocatori di qualità come Dybala e Cuadrado partiti dalla panchina e lo schieramento del doppio centravanti Mandzukic-Higuain.

 

JUVENTUS-MILAN, 26 GENNAIO: La sconfitta di Firenze spinge Allegri a rivoluzionare l’assetto tattico, disponendo un 4-2-3-1/4-2-4 che fin da subito sembra sposarsi a meraviglia con gli interpreti a disposizione, soprattutto Pjanic e Khedira. Dopo il mirabolante esordio contro la Lazio, i bianconeri ottengono il primo successo della stagione contro il Milan, estromettendo Montella dalla Coppa Italia.

Se a Doha i rossoneri si erano dimostrati capaci di approfittare di certe debolezze bianconere, in Coppa Italia si fanno cogliere letteralmente alla sprovvista dal nuovo modulo. In particolare, la pigrizia di Suso nel ripiegamento si rivela decisiva, visto che tutti i gol provengono dalla fascia sinistra grazie a situazioni simili tra loro: lancio dalle retrovie, Abate si fa attrarre dal movimento di un Mandzukic che libera spazio per il terzino sinistro (Asamoah), da cui provengono le giocate decisive. Dybala e Pjanic fanno chiudere la prima frazione con la Juve in doppio vantaggio. Inoltre, i continui cambi di gioco di Pjanic mettono in crisi lo schieramento rivale.

Nella ripresa, Bacca accorcia subito le distanze grazie ad una gran giocata individuale, tuttavia l’espulsione di Locatelli mette la strada in discesa per la Juve. Pur senza chiudere la gara, i bianconeri gestiscono il risultato in maniera piuttosto tranquilla, nonostante qualche cambio discutibile di Allegri.

 

Insomma, da ottobre ad oggi la musica è cambiata per quanto riguarda prestazioni e certezze tattiche. Vedremo quale sarà la reazione bianconera dopo il primo pareggio stagionale di Udine.