Juve-Milan: chi aiuta chi?

di Jacopo Azzolini |

bonucic higuain

Se già l’incredibile operazione Cristiano Ronaldo aveva ridefinito tutti gli schemi, l’intreccio di questi giorni tra Juventus e Milan sta nuovamente sconvolgendo il calciomercato e sorprendendo sia tifosi che addetti ai lavori.

Prima di tutto, va chiarito che entrambe le compagini avevano precisi doveri economici su cui non si poteva transigere. Nello specifico, col maxi investimento CR7, la priorità era riuscire a piazzare Gonzalo Higuain, che coi suoi 35 milioni di costo annuo rappresentava il giocatore più caro della rosa (ingaggio da 7.5 milioni). Nonostante si desse da settimane per certa la sua uscita, si è sottovalutato quello che è un dato di fatto: è’ tutt’altro che scontato e facile che le società investano cifre altissime (55-60 milioni) per over 30.

I numeri lo dimostrano, è un tipo di affare che fanno in ben pochi. Oltretutto, tra le big il Chelsea era l’unica che necessitava di acquistare un attaccante: saltata la pista blues (anche loro hanno problemi in uscita davanti), la Juventus si è trovata con le mani legate, alla disperata ricerca di qualcuno che si prendesse le (altissime) spese gestionali del Pipita. Non va dimenticato che, col passivo del bilancio 2017-2018, nuove perdite farebbero intervenire il Financial Fair Play.

Pure il Milan, col caso Bonucci, si è trovato in una situazione non semplice da gestire. Il difensore aveva l’ingaggio più alto della rosa (16 milioni lordi) e voleva assolutamente tornarsene a Torino: dopo le parole di Leonardo, a Milano non poteva rimanere e oltretutto mai ha manifestato – anche negli anni precedenti – la volontà di andarsene all’estero. L’unica pista per lui era quindi la Juve. Le società si sono quindi venute incontro, cercando di scambiarsi giocatori che non potevano più permettersi di trattenere.

All’affare si è poi aggiunto Caldara, il quale col ritorno di Bonucci ha visto ulteriormente ridursi lo spazio in difesa. Anche se non è facile sapere con certezze quali fossero le effettive volontà delle parti (giornalisti preparati dicono cose diverse tra loro: c’è chi sostiene che la volontà della Juve sia stata determinante, altri che pensano che Caldara e/o Riso spingessero con forza per il Milan), probabile che sia Juve che giocatore e agente abbiano visto  un’opportunità che accontentasse tutti.

Verosimilmente, quindi, il Milan pagherà 18 milioni per il prestito di Higuain (quota di ammortamento annuale), pagandosi l’ingaggio: ciò vuol dire che la Juve quest’anno spenderà zero per il Pipita. Il diritto di riscatto sarà poi fissato a 36 milioni, esattamente la cifra per non fare minusvalenza. Ci sarà invece scambio alla pari tra Bonucci e Caldara: il viterbese si decurterà di molto l’ingaggio (si parla di 5.5 milioni netti a stagione) e, nell’estate di CR7, Caldara porterebbe una nuova plusvalenza di 27 milioni, qualcosa che serve al bilancio e a un a macchina (la Juve) sempre più costosa. Oltretutto, rispetto a Higuain, Bonucci sarà con tutta probabilità molto più longevo, quindi il suo ammortamento (13 milioni all’anno) si prospetta più leggero da gestire.

Insomma, anche se con Bonucci la Juve rinforza l’undici titolare, suscita amarezza avere rinunciato a un difensore promettente come Caldara. Purtroppo, era impensabile acquistare CR7 senza fare qualche mossa in uscita: è stata un’operazione con chiarissime esigenze economiche, che la Juve doveva assolutamente risolvere. Per farlo, si è dovuta fare una trattativa che, per quanto non certo facile da digerire, ha più di una logica. Altra amarezza la porta l’aver rinforzato molto i rossoneri, che oltretutto con Caldara e Romagnoli si trovano due centrali difensivi tanto giovani quanto forti. In sintesi, l’uscita di Higuain era una priorità che si è rivelata assai impegnativa da gestire.

Il Milan fa un sensibile upgrade tecnico, ma non va messo in secondo piano il fatto che abbia aiutato la Juve a liberarsi di una situazione che stava diventando spinosa. Pur con diversi rimpianti, è un’operazione che – con modalità e sensazioni differenti tra loro – accontenta tutti. Poi certo, come accade a tutti i giovani, i prossimi anni di Caldara daranno un giudizio più esaustivo alla trattativa.