Juve-Milan, analisi tattica e motivazionale (come una finale)

di Roberto Nizzotti |

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Dopo le vicissitudini, e le tristi polemiche, che hanno portato e accompagnato al rinvio della gara contro l’Inter, la Juve è pronta a tornare in campo per giocare, in un Allianz Stadium aperto ( si spera ) il ritorno della 1/2 di Coppa Italia vs il Milan.

I rossoneri si presentano decimati dovendo rinunciare, per squalifica, a Ibrahimovic, Castillejo e Theo Hernandez, squalifiche ovviamente accompagnate da polemiche, ci mancherebbe.

I rossoneri, pur senza riferimenti tecnici e emotivi come Ibrahimovic e Theo Hernandez, restano squadra temibile se affrontata con supponenza, atteggiamento che abbiamo visto, anche di recente, qurli risultati porta con se.

Tra le due semifinali i rossoneri hanno giocato in campionato vs Torino e Fiorentina conquistando 4 pts che li hanno portati a raggiungere il 7^ posto con 33 pts, a 3 dal Napoli 6^ e dalla zona Europa, con 1 gara, per ora, da recuperare.

Contro i granata il Milan ha avuto un baricentro poco più alto del centrocampo nei primo tempo, mantenendo la squadra corta e stretta mentre nella seconda parte il baricentro si è abbassato notevolmente con la squadra che si è allargata e allungata .

Contro i viola il baricentro ha subito lo stesso andamento, più basso nella seconda parte, la lunghezza della squadra è aumentata nei secondi 45 minuti mentre, a differenza della gara vs il Torino, la squadra rossonera si è stretta di più nel secondo tempo


Il Milan che si allunga e allarga può rappresentare l’occasione giusta per vedere se i centrocampisti, a dispetto di Lione e della tendenza finora vista in stagione, accompagneranno gli attaccanti e si inseriranno negli spazi, movimenti fatti di rado che, quando attuati, hanno portato pericoli agli avversari.

Per quanto concerne l’atteggiamento in fase di non possesso della squadra di Pioli, la densità difensiva nella parte centrale, c’è da ricordare come siamo sofferenti contro questo tipo di atteggiamento, sofferenza data dal ritmo lento impresso al nostro giro palla.

Nel tentare di superare la densità difensiva rossonera dovremo stare attenti a non commettere errori tecnici e regalare loro la palla, per evitare di dare vita alle loro transizioni positive, sempre efficaci.

Oltre alla densità in fase di non possesso il Milan attua anche un buonissimo pressing organizzato alla prima costruzione avversaria, come avvenuto in occasione del gol vittoria di Rebic vs il Torino.

Questo atteggiamento è un altro aspetto tattico che spesso ci ha visto sofferenti, sempre legato alla lentezza del giro palla in fase di costruzione che, come conseguenza, porta pressione e un aumento degli errori tecnici nella trequarti difensiva.

In assenza di Ibrahimovic il pericolo numero uno dell’attacco del Milan è senza dubbio Ante Rebic, autore di 7 gol nelle ultime 8 gare giocate, aiutando i rossoneri a conquistare 10 degli 11 punti conquistati nelle ultime 6 gare di serie A.

Attenzione massima alla sua mobilità che lo porta a variare sul centro sinistra senza che però perda efficacia in zona gol dove mostra grandi tempi di attacco dello spazio e della palla.

Il pareggio per 1-1 dell’andata, unito alla squalifica di uomini chiave, porta a far pensare che questa gara possa essere prassi ma non sarà così.

Dobbiamo affrontare questi 90 minuti con la massima determinazione, devono rappresentare un banco di prova importante per capire se, dopo Lione, la squadra ha capito veramente cosa deve fare per far svoltare la stagione in maniera definitiva.

E’ una gara che vale la finale della Coppa Italia e il finale della nostra stagione.