Juve – Lokomotiv, una (stra)ordinaria giornata allo Stadium

di Riceviamo e Pubblichiamo |

juventus stadium

Avete presente quando vi viene voglia di fare qualcosa, qualcosa della quale si sente il bisogno di doverla fare? Ecco, non è la prima volta che ci metto piede ma dopo un po’ di tempo mi sono imposto di tornare a Torino, tappa Allianz Stadium.
Ho deciso di portarci un amico juventino di Senigallia, per la prima volta.

Partiamo dal fatto che per riuscire a prendere i biglietti ho impiegato ore a causa degli errori dei server, ma vabbè, l’importante è esserci riuscito in qualche modo. Siccome non è propriamente un posto vicino abbiamo optato per fare le cose in grande, quindi posti nelle prime file in tribuna Est, praticamente a bordo campo. Mica male.

Dopo un viaggio di grande attesa in treno, come usuale per un tifoso, fissiamo le tappe per Torino, città sempre bella da visitare, e arriviamo intorno alle 14. Tre ore a disposizione per visitare la maestosa Mole Antonelliana, l’ampia Piazza Castello e ovviamente le rive del fiume Po. In tutto ciò riconosciamo tra gli alberi e per puro caso la famigerata casa di Cristiano Ronaldo. Può sembrare stupido, ma questo ha contribuito a far crescere l’ emozione.

Verso le 17 cerchiamo un qualsiasi mezzo che portasse allo stadio, e devo dire che è stato molto facile poiché la città è ben collegata; dal centro allo stadio ci vogliono circa 45 minuti quindi intorno alle 18 siamo giunti a destinazione. L’ impatto è davvero suggestivo, per quanto lo Stadium non sia imponente soprattutto da fuori, e come calcolato abbiamo tutto il tempo per girarcelo per intero. A questo punto intorno alle 19:30 entriamo e qui c’è da dire che i controlli sono davvero ben organizzati, tre livelli da superare ma a velocità notevole, e poi via! Si entra allo Stadium!

Gli ACDC accompagnano l’ingresso in campo dei giocatori di casa, Il Più Grande spettacolo Dopo il Big Bang il riscaldamento e a questo punto…la lettura delle formazioni; è un momento fantastico con lo stadio che si colora di rosa, verde, blu, con effetti stroboscopici. Sicuramente uno dei momenti più belli al quale assistere. Dopodiché è la volta del mitico inno della Champions League, con l’ormai abituale grido finale. E si comincia!

Al 45′ siamo sotto 0-1 con la Lokomotiv che più che un autobus, è proprio il caso di dirlo, mette davanti alla porta un treno, al 60′ cominciano ad aggirarsi per il campo gli spettri di una sconfitta impensabile, io nel frattempo penso invece a quanto sarebbe bello vincerla in rimonta alla fine. È successo, grazie a colui che doveva lasciarci in estate, doveva partire dalla panchina,  invece si prende la squadra sulle spalle, la insacca per due volte come se niente fosse, quando tutto era dato ormai per perduto. Tutto nel giro di due minuti. È magia. Le mie e quelle degli altri sono urla di rabbia, di sfogo, dopo lo spauracchio di essere venuti da lontano per veder perdere la Juventus, adesso è ancora più bello.

Si chiude una giornata intensa ed emozionante, sopra ogni aspettativa, con questo racconto voglio provare a trasmettere ciò che si prova entrando lì dentro, anche se vi consiglio di dar retta a ciò che dicono tutti quelli che escono dallo Stadium: certe emozioni vanno vissute in prima persona.

di Jonathan Fratini