Juve-Lione sopra ogni cosa

di Leonardo Dorini |

E così, pare essersi finalmente risolto il dilemma del calendario e, salvo improbabili novità, si giocherà l’8 marzo a porte chiuse contro l’Inter; il 17 marzo inoltre, molto verosimilmente sempre a porte chiuse, si giocherà  anche il ritorno con il Lione per il passaggio ai Quarti di Champions.

Beh, che dire, tutto potevamo immaginare, noi tifosi, meno che la nostra squadra giocasse due partite così importanti senza il proprio pubblico; quel pubblico un po’ freddino, è vero, un po’ choosy, con la tendenza a qualche fischio di troppo, talvolta. Ma un pubblico che nelle grandi occasioni non ha mai mancato di far diventare lo Stadium una bolgia infernale (come ad esempio un anno fa nel ritorno contro l’Atletico).

Ma tant’è: in questo momento è già bello poter ripensare al campo e non più alle polemiche infinite extra-campo negli ultimi 10 giorni o, peggio, all’ansia e tristezza di questo strano periodo di allarme epidemia, che talvolta fa temere tanti ulteriori problemi e anche – in campo sportivo – la sospensione di tutte le competizioni (e buonanotte).

Ma qual è la partita più importante? La più decisiva, quella che fra le due è fondamentale non sbagliare? Senza alcun dubbio quella di Champions League. La partita contro l’Inter ha un grande fascino e possiamo trovare tanti tifosi che non vorrebbero perdere nemmeno se fossero matematicamente sicuri, in cambio, di vincere la grande coppa con le orecchie (oddio, forse non così tanti….).

Ma ragioniamo insieme: un’eventuale sconfitta con l’Inter (con onore, se possibile) sarebbe decisiva? Certamente no: di fatto l’Inter creerebbe le condizioni per  raggiungere la Juve, potenzialmente, portandosi  a -3 in vista del recupero con la Samp; e la Lazio, ora +2 con una gara in più, potrebbe portarsi a +5, ma per farlo dovrebbe vincere alla ripresa del campionato, quando dovrebbe andare a giocare a Bergamo contro l’Atalanta. Certo una situazione aperta, recuperabile, considerando lo scontro diretto allo Stadium (speriamo non più a porte chiuse).

Invece, non superare il turno in Champions rappresenterebbe la peggiore prestazione degli ultimi anni (insieme all’uscita dal torneo ai supplementari di Monaco 4 anni fa), contro  un avversario ostico, ma non certo insormontabile. Uscire agli ottavi contro il Lione sarebbe una vera iattura, per lo standing europeo della Juve ed i suoi ricavi, oltre che per il morale e per le sorti del progetto tecnico intrapreso dal Club bianconero.

E’ vero, sconfiggere l’Inter sarebbe una bella soddisfazione, dopo tutte queste assurde polemiche, ma  la partita vera della Juve in marzo è quella del 17 marzo ragazzi, non scherziamo. Saranno 90 minuti decisivi e i nostri giocatori devono trovare le motivazioni nonostante il clima generale non sia certo il più propizio.

Siamo già in ansia, vero?


JUVENTIBUS LIVE