Juve-Lione, categorico non perdere, per i conti e per l’orgoglio

di Michael Crisci |

La Juve può essere eliminata dal Lione. E’ un’eventualità probabile visto lo stato di forma, la situazione anomala e il risultato dell’andata. Quindi, considerando comunque la Juventus favorita, un’eliminazione non sarebbe certo clamorosa.

Augurandoci che tutto ciò non avvenga, qualora si materializzare il worst case scenario, mentre i più si concentrerebbero sul futuro di Maurizio Sarri (esercizio già abbastanza in voga fin dall’antivigilia di questo match), ci si dovrebbe interrogare su quale potrebbe essere la conseguenza peggiore di un mancato passaggio del turno. In poche parole, se lo smacco maggiore riguarderebbe i conti o l’orgoglio.

Si sa che la Juventus è un club programmato finanziariamente per arrivare al minimo tra le prime 8 d’Europa. E’ un imput aziendale. E nonostante la UEFA stia pensando di rivedere al ribasso alcuni premi, causa Covid, l’impatto economico sarebbe comunque preoccupante. Specie se pensiamo alla Juventus come una squadra a fine ciclo, e bisognosa di risorse per cercare di ripartire e continuare a primeggiare in Italia e competere in Europa.

E se invece, lo schiaffo peggiore fosse quello morale? A due anni dal più grande investimento della storia, dal cambio di percezione della Champions stessa “Non più sogno ma obbiettivo stagionale” Agnelli dixit, bissare consecutivamente l’eliminazione dalla massima competizione europea nuovamente con una squadra di rango inferiore (l’Ajax lo scorso anno, il Lione quest’anno), suonerebbe come sinistro monito di rassegnazione, e potrebbe lasciare strascichi anche dal punto di vista dell’entusiasmo (anche se la Juve è vicina a una ristrutturazione interna che porterà sicuramente nuovi stimoli e aprirà a nuove prospettive).

Dunque, forse, la domanda non è tanto “perchè è fondamentale vincere“; perchè è fondamentale non perdere il treno di una rassegna europea unica nel suo genere, pur senza pubblico fisico (situazione ossimorica), ma con un immenso pubblico televisivo, a livello mondiale; perchè sarebbe delittuoso non raggiungere un mini mondiale che sfugge ad ogni gerarchia e ad ogni rapporto di forza (il famoso “può succedere di tutto“), esercizio banale e con risposte pressochè scontate, bensì “perchè è fondamentale NON perdere”, perchè un’eventuale sconfitta potrebbe farci regredire e perdere terreno fatale nella rincorsa alla grandeur europea e mondiale.

Il tutto ovviamente legato solamente a questi 90 (o forse più minuti). Una sfida che può rappresentare un portale verso la felicità, ma che può rivelarsi come un buco nero.


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