Juve-Lazio, quel momento in cui abbiamo detto, è finita!

di Gianluca Garro |

Alzi la mano chi tra gli juventini non ha pensato dopo il gol su rigore di Immobile che anche questa volta sarebbe finita se non come con il Milan o con il Sassuolo (cioè con la rimonta, completa degli avversari dopo un nostro vantaggio per 2 gol a 0) magari con un pareggio visti i pochi minuti a disposizione della Lazio per riuscire addirittura a vincere. Nessuno, ve lo dico io. Eravamo tutti terrorizzati, viste le ultime prestazioni della squadra bianconera e la Lazio pressava, organizzata anche se in netta difficoltà viste le assenze.

Ieri sera però, è andata diversamente. Si vedeva. I nostri seppur non al meglio delle loro possibilità soprattutto dal 70esimo in poi avevano un’altra gamba e soprattutto un’altra testa. Perché questa era da vincere, senza se e senza ma. Ma c’è stato qualcosa che ha fatto finalmente calare quell’ansia insopprimibile che arriva quando ormai sono gli ultimi minuti e sei, come spesso succede alla Juve, solo un gol in vantaggio e una bella azione o una botta di fortuna degli avversari potrebbe vanificare gli sforzi fatti per vincere.

Ieri  c’è stato un preciso momento anzi due che mi, anzi, ci hanno fatto pensare, è finita! abbiamo vinto, tiè! (Come Gigi Proietti in “Febbre da cavallo”).
Dicevamo di due momenti. Creati dai due che ieri insieme a Dybala hanno costruito il successo sulla Lazio più di altri, Lui, CR7, e lui, il francesino Rabiot. Entrambi con gol e giocate avevano onorato al meglio l’impegno, ci mancherebbe, il giudizio sulla partita di un giocatore va costruito su tutti i 90 minuti e non solo sugli interventi sul pallone o in fase offensiva.

Però a me quei due hanno impressionato e fatto svanire l’ansia in due momenti ben precisi, tutti successi dopo lo scadere del 90esimo, durante i 5 minuti di recupero concessi da Orsato. Prima CR7 che si va a prendere una palla sulla sinistra, resiste per un po’ ai contrasti e poi si fa fare fallo e prende secondi preziosi, come facevano Del Piero, Pirlo, o Tevez, con umiltà e responsabilità, perché sa che se lo fa lui la squadra lo seguirà.

Poi Rabiot che approfitta del fatto che la Lazio concede una palla sul fianco sinistro della difesa, la Juve è avanti, dove deve stare. Lui arriva e fa sbattere due volte la palla addosso ad un laziale guadagnandosi prima calcio d’angolo, poi un fallo laterale dopo che la palla è tornata proprio da quelle parti. Grande dimostrazione di intelligenza, impegno e concentrazione. E’ finita, abbiamo vinto, tiè. Nient’altro di meglio da dire. Poi scanniamoci pure su Sarri, sul gioco, sui giocatori, sugli arbitri. Intanto siamo di nuovo, per la nona volta consecutiva vicini a vincerlo, il “nostro” benedetto, scudetto!


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