Juve-Lazio 2-0: la vittoria dell’autorità

di Giacomo Scutiero |

Le agenzie di scommesse quotavano la vittoria della Lazio tra l’8.0 e il 10.0. Tutto chiaro?

 

Non c’è il previsto dai media, Barzagli; c’è il ben voluto dai tifosi, Cancelo. La Lazio col solito 3-5-1-1 di Inzaghi: attacco con molti uomini e non possesso a cinque; ricerca del lancio per Immobile così così, inter-scambi M.Savic-L.Alberto impediti quasi del tutto. Allegri riesce a controllare bene la zona potenzialmente arrischiata ed impedisce la superiorità che farebbe ripartire veloce.

 

La Lazio tiene comunque ritmi intensi, alza e perpetua la pressione uomo su uomo; Szczesny non può riposare le gambe, perché viene sollecitato spesso dalla prima linea bianconera. Matuidi ha molta voglia di correre, impressionante soprattutto nel primo tempo (anche Antonio Conte ammira accanto alla figlia in tribuna): annullato M.Savic, che è sempre non poca roba.
Il primo quarto d’ora della Juve è in generale così così: Cancelo promette (e manterrà) la sua gara totale andando più su di Khedira e giocando sempre palla in avanti; Bernardeschi è davvero quel cofanetto di performance da italian top player.

 

Alla mezz’ora si sblocca il risultato: Pjanic si piega nella maniera che insegnano a scuola calcio e quindi la palla parte e resta tesa, finendo all’angolo.
Pleonastico segnalare che la condizione fisica non sia granché. Quando Bernardeschi dà segnali di pausa, entra Douglas Costa (sì, lui in panchina, che “nelle altre 19 squadre farebbe il Presidente” – cit. Giancristo Mannà di Twitter) che va in ultima linea con Cancelo e C.Ronaldo; la Lazio non arriva più a fare pressing ai lati e allora la Juve arriva sul fondo spesso.

 

 

CR7 resta di nuovo a secco, ma dovremmo assegnargli l’assist (tap-in fiacco sul proprio tacco che alza il pallone ad hoc) per Mandzukic. 2-0. Finita.
Righe dovute per Pjanic, gol a parte: geometra con apparente esperienza di decenni; E.Can lo sostituisce e pare coprire più campo di quanto sia in realtà possibile, fisico e imponenza extra-ordinari.

Post-partita. Allegri lamenta che i suoi siano ora frenetici e in un amen addormentati…”C’è bisogno di tempo”, sì. Ma sono sei punti su sei. Ci vediamo a Parma. O su DAZN.