Juve-Inter, le moviole e le ombre degli altri

di Mauro Bortone |

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La vittoria contro l’Inter con ogni probabilità non cambierà il destino della Juventus, che chiuderà la propria stagione al quinto posto e con tanti rimpianti, proprio in virtù di quanto visto nella gara contro i nerazzurri dove è riemersa una squadra che sa lottare fino all’ultimo.

Ma, al di là dei demeriti della Juve di cui si è commentato e si commenterà a lungo, la classifica della squadra di Pirlo sarà quella che si è guadagnata coi propri errori. Non esistono complotti né recriminazioni: è da sempre lo stile Juve.

Fatta questa premessa, è incredibile, ancora una volta, notare come invece gli altri costruiscano e disfino complotti a proprio piacimento: nella gara di Calvarese, che sbaglia da ambo le parti, va in confusione, gli errori che “contano” ovviamente sono solo quelli che “premiano” la Juve.

Dopo anni in cui i tifosi interisti (e tutti gli altri) rinfacciano la mancata espulsione di Pjanic come lo “scippo” del campionato, sorvolano sul secondo giallo a Bentancur, s’infuriano per il rigore di Cuadrado, definiscono televisivo quello su Chiellini. Naturalmente tutto ciò che è a loro vantaggio non è né televisivo né generoso.

Inutile aggiungere quanto poi i soliti avvelenatori di pozzi abbiano costruito mediaticamente, evocando “ombre” e “sortilegi” su un campionato dove è accaduto di tutto nella gestione di protocolli e regole, ma all’epoca nessuno è sembrato scandalizzarsi più di tanto, scegliendo la linea di mediazioni “politichesi” per dipanare le matasse. Eppure, alla fine il punto tolto e ridato a qualcuno, alla fine, peserà. Ma ovviamente non “conta”.

Cosa ci lascia, dunque, questo Juve-Inter, oltre alle solite polemiche (a cui si aggiungono le parole di Stellini, il vice di Conte, che si è guardato bene dall’andare in tv)? Il fatto che è bastato vincere contro i nostri avversari storici (cosa peraltro abbastanza abituale nel recente passato, nulla di così anomalo) per rammaricarci di non esserci gustati reazioni scomposte, pianti e lamentele simili per tutta la stagione.

La colpa è stata solo nostra: nel “campionato più bello degli ultimi dieci anni” (in quanto vinto da altri) la sportività è un valore solo se si parla del “dovere” di una passerella da concedere ai vincitori (se non vince la Juve, altrimenti il problema non si porrebbe) è bastata una partita che ha riproposto i bianconeri in una versione più che accettabile in cui battono “i cannibali” campioni d’Italia, per alterare ogni visione di lealtà sportiva e per inficiare ogni dibattito.

Intanto il Napoli ha battuto la Fiorentina: il campionato è salvo, anche grazie a un rigore “televisivo”. Che sarebbe stato “regalato” se fosse stato concesso alla Juve, mentre per i “complottisti” o per i più critici ora è semplicemente “generoso”. Le moviole degli altri sono sempre migliori.