Juve-Inter, è stata la vittoria del gruppo

di Milena Trecarichi |

Dopo una settimana di veleni, teorie complottiste, rinvii ed indecisioni, si è giocato il più surreale derby d’Italia della storia. Uno Stadium, gelido, deserto ha accolto i due grandi ex di questa partita: Marotta che da manager “scafato” riesce a smorzare, a mascherare le sue emozioni (dopo 10 anni alla Juve impossibile non provarne) e Conte, tirato in viso e forse quasi nostalgico a fine partita, con le sue dichiarazioni apparse quasi come una resa di fronte alla superiorità non di un avversario qualsiasi, ma dell’Avversario per eccellenza, il suo grande passato.

La Juve ha vinto 2-0, tornando a dominare, a correre, sacrificarsi. È tornata al “tutti per uno, uno per tutti“, ricompattandosi nel momento più difficile sia sportivamente parlando, sia guardando cosa affligge il nostro paese da settimane. Parliamoci chiaro, ieri sera si aspettavano tutti di poter celebrare il funerale sportivo della Juventus, si sentiva nell’aria l’odore del sangue. La Juve veniva vista come la vittima sacrificale sull’altare di un campionato non più falsato in caso di vittoria dell’inter.

Dopo la sconfitta di Lione, la Juve si è trovata all’angolo del ring, in attesa del colpo del k.o. che doveva arrivare per mano dell’Inter del grande ex. La Juventus per l’ennesima volta si è rialzata, è tornata al centro del quadrato e ha messo k.o. la sua rivale di sempre, con buona pace dei detrattori. È risorta dalle ceneri, con la forza del gruppo. La vittoria di ieri è sì di de Ligt, il 19enne “bidone” olandese apparso muro insuperabile, di Bentancur che ha interpretato il ruolo delicato di playmaker come un veterano, ottimo in fase di impostazione con passaggi veloci e di interdizione, è la vittoria di Matuidi e Cuadrado, gregari di lusso che corrono, pressano, si sbattono e coprono il campo, è la vittoria di Dybala che ha regalato una Joya a tutti gli appassionati di calcio, facendoci dimenticare per qualche secondo i problemi che affliggono il nostro paese, è la vittoria di Ramsey, apparso un corpo estraneo all’inizio, ma adesso sembra tornato il Rambo inglese che abbiamo ammirato negli anni scorsi.

È la vittoria di Sarri, che si toglie lo sfizio di battere in modo netto e categorico per due volte di fila l’allenatore più pagato della serie A, facendo per la prima volta scelte dolorose, ma necessarie come la panchina di Pjanic e quella iniziale di Dybala, inserito poi al momento giusto. È la vittoria del gruppo, con Pinsoglio capopopolo dalla panchina a incitare con Buffon i compagni.

Gruppo che mai come ieri ha dato la sensazione di compattezza, unione di intenti, Famiglia.

Il campionato probabilmente sarà sospeso fino al 3 Aprile ma, in vista del Lione, la partita di ieri può rappresentare un nuovo inizio, un punto di partenza e non di arrivo come Inter-Juve dell’andata.

In attesa che la situazione del nostro amato paese migliori, grazie Juventus per averci fatto dimenticare per due ore i nostri problemi.


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