A CALDISSIMO / Inter-Juve 2-1: Incubo di una sera di fine estate, blackout settembrino

di Fabio Giambò |

Blackout milanese in una domenica di fine estate per la Vecchia Signora: sconfitta contro i nemici più acerrimi fa sempre male, figuriamoci quando arriva in queste condizioni, e cioè con una pessima prestazione nonostante il vantaggio iniziale.
Risultato da archiviare in fretta, tutto da archiviare in fretta, gli incidenti di percorso possono capitare, purché siano, appunto, incidenti.

Ancora sorprese di formazione per mister Allegri che concede un turno di riposo a Barzagli per schierare Benatia (poi infortunatosi quasi subito con Barzagli dentro al suo posto per tornare all’antico) con Bonucci e Chiellini, altra occasione da titolare per Lichtsteiner dopo la sfida col Sassuolo, torna titolare Alex Sandro in campionato, prima da regista per Pjanic – al centro del gioco in tale posizione, ma forse troppo lontano dalle zone calde per incidere come potrebbe – con Khedira interno destro ed Asamoah interno sinistro, ma soprattutto panchina per Gonzalo Higuain con Mandzukic accanto a Paulo Dybala.

Prima frazione tutt’altro che spettacolare: i bianconeri lasciano il pallino del gioco agli avversari, non c’è particolare qualità nelle rare ripartenze, e quando si riesce ad arrivare nella trequarti nerazzurra grazie alle giocate di qualità di Dybala – sempre ad agire lontanissimo dalla porta -, si spreca male con Khedira, insolitamente impreciso ed impacciato.
Praticamente mai utilizzata la corsia di destra, si spinge dal lato di Alex Sandro col brasiliano bravo a sfruttare l’1 vs 1 contro D’Ambrosio, mentre dietro è quasi una costante sofferenza per il poco filtro del centrocampo con la difesa lasciata quasi sempre nell’uomo contro uomo.
La ripresa è una copia più veloce dei primi quarantacinque minuti: poco movimento, poche iniziative personali, troppe disattenzioni, anche se comunque si passa in vantaggio non a caso con un taglio di Lichtsteiner bravo a sfruttare la giocata di Alex Sandro.
Due amnesie dietro, però, fanno perdere tutte le certezze: Barzagli perennemente a freddo, Mandzukic che dimostra di non essere un difensore, Asamoah travestito da corpo estraneo, e la frittata è fatta.
Non arriva neanche la reazione mentale, ed è forse la cosa più preoccupante, oltre alla poca prontezza di Allegri che prova a dare una svolta al match quando ormai i buoi erano già scappati dalla stalla.
In questi casi solitamente si dice “sconfitta salutare”, francamente non si capisce cosa ci possa essere di positivo da un 2-1 subito a San Siro contro un’Inter che ci avevano detto essere in netta difficoltà.

Già mercoledì bisogna ripartire, toccherà al mister ricaricare le pile dalla A alla Z perché la Juve non può e non deve essere questa: attendere, prego.