La Juve ed un inizio di stagione non inedito

di Nevio Capella |

Se c’è un dato evidente che le prime controverse sette giornate di campionato ci lasciano in eredità è quello di una classifica assai corta e compatta, che racchiude le prime nove squadre in classifica in appena 6 punti.
Non ci sono fughe, non ci sono ancora allunghi nel contesto di un inizio torneo in cui diverse “grandi” hanno gettato punti per strada e, intendiamoci, per la Juventus “in costruzione”, come ama definirla spesso il suo allenatore, questa non può che essere una buona notizia.
Nel nostro caso specifico sanguinano i punti persi nelle due trasferte di Crotone e Roma contro la Lazio, seppure con dinamiche assai diverse, mentre risultano appena più accettabili quelli lasciati contro l’altra squadra romana e in casa contro il Verona, fermati in tutte queste quattro circostanze da una lunga serie di dettagli e sfumature ascrivibili in buona parte a nostre carenze ed errori vari, ma un po’ anche alla malasorte che in questa primissima parte di stagione ha avuto soprattutto le sembianze del fuorigioco che ha perseguitato il povero Morata e dei legni colpiti con incredibile regolarità.
La sensazione è che per la prima volta dopo tanti anni non sarà scontato che una o più squadre raggiungano i 90 punti in classifica, situazione peraltro verificatasi già nello scorso campionato ma agevolata da un finale di stagione inquietante dei bianconeri che altrimenti avrebbero scavallato quella quota senza problemi.
Forse nel nostro lungo ciclo di nove scudetti soltanto i primi due campionati hanno avuto questa caratteristica, e c’è un dato relativo proprio alla Juventus che induce a pensare che quest’anno possa essere molto simile al primo di Antonio Conte, quello in cui chiudemmo sì da campioni d’Italia e imbattuti, ma con ben 15 pareggi su 38 gare.
In quel campionato nelle prime 7 gare conquistammo gli stessi 13 punti che abbiamo oggi, con 3 vittorie e 4 pareggi: le differenze più visibili sono rappresentate dai 6 gol in più segnati e dai 3 in più subiti (15-6 contro 9-3), dalla gara vinta, per ora, a tavolino contro il Napoli e dal fatto che all’epoca avevamo già messo a referto una grande vittoria, per giunta contro la squadra campione in carica.
Anche all’epoca era una Juve da costruire e plasmare gara dopo gara, ovviamente con uno storico recente alle spalle ben diverso di quello attuale, e durante il nostro periodo autunnale di rodaggio le avversarie più accreditate non riuscirono mai a strappare accumulando un distacco che lasciasse intravedere una fuga.
L’ennesima inutile sosta per le nazionali impegnate in gare illogiche in giro per il globo, ci riconsegnerà un filotto di 10 partite condensate un mese esatto, compreso il secondo e ultimo slot “europeo” necessario a chiudere i gironi di Champions come se niente fosse successo.
Il consiglio è quello di aspettare con pazienza evitando l’errore di cadere nella tentazione di fare paragoni con le gestioni precedenti perché prima di ogni altra considerazione, c’è l’unicità di questa epoca calcistica ad imporlo.


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