Una Juve indifesa

di Riceviamo e Pubblichiamo |

chiellini

Critiche al gioco, critiche al modulo, critiche alla mancanza di idee, di cinismo, di capacità di gestione del vantaggio.

Eppure, il problema più grave, più evidente, perfino troppo facile da individuare sono i 4 gol presi da Atalanta e Lazio (dopo i 2 dal Genoa e i 3 dal Barcellona). Quasi come un elefante sul tavolo dei disagi bianconeri di inizio stagione, la questione va affrontata: LA DIFESA!

Fino all’anno scorso il muro Juve era considerato il migliore d’Europa, a tal punto da diventare leggendario, emblematico, con i meme con Trump e la muraglia cinese. Oggi una serie di crepe deturpano la muraglia. L’addio di Bonucci ha inciso negativamente sia sul rendimento del rossonero, tolto da un meccanismo perfetto e lanciato in una squadra da ricostruire, sia sul nostro reparto arretrato. Bonucci era l’onnipresente nella nostra difesa. In 3 anni di Allegri le ha fatte tutte, tranne quella sullo sgabello galeotto.

Quest’anno Allegri non solo non ha un “onnipresente”, non solo non ha più un “libero” e un primo regista basso, ma soprattutto ha ruotato quasi sempre i suoi centrali.

– Contro Cagliari, Genoa e Sassuolo i prescelti centrale sono stati Chiellini e Rugani;

– Contro il Chievo Daniele ha affiancato Benatia, mentre contro la Fiorentina Barzagli.

Dopodiché Rugani è sparito. Caso vuole che con lui in campo la Juve non abbia mai perso e subito solo 3 gol (magari in gare più semplici). E’ evidente però che Allegri mostra di non avere totale fiducia nei confronti del ragazzo e lo tiene in panchina negli scontri più delicati (Torino, Atalanta e Lazio).

Ma anche qui la coppia cambia: nelle prime due Chiellini e Benatia, contro la Lazio ChielliniBarzagli. Complice una condizione non perfetta, soprattutto di Barzagli, i due hanno sofferto le verticalizzazioni laziali: due gol con due tocchi a difesa schierata. I gemelli dell’ex-BBC sono una garanzia in gare in cui la squadra si muove compatta e con linee strette (come nel primo tempo), ma quando ciò non accade soffrono la velocità avversaria.

5 diverse coppie centrali in 8 gare. Dato significativo. Ad oggi non è chiaro quale sia quella titolare ed il confine tra turn over e destabilizzazione in questo autunno bianconero è labile. Intanto però abbiamo incassato già 7 gol (13 considerando SuperCoppa e UCL) a fronte dei 5 dell’anno scorso in A, pur giocando 5 gare in casa. La Juve ha inoltre concesso più tiri: 59 contro 39.

E’ chiaro che è l’intera fase difensiva a latitare, non va meglio se pensiamo ai terzini contro Atalanta e Lazio: Asamoah e Lichtsteiner, con prestazioni altalenanti e ormai a fine corsa, con scadenza 2018. Era partito male anche Alex Sandro, soprattutto nelle prime gare, lontano dai suoi livelli e ora sempre impegnato in nazionale, coi voli transoceanici inclusi. Glissiamo su Sturaro, adattato in emergenza, eppure titolare ad oggi in Champions. Restano le incognite (almeno fisiche) Howedes e De Sciglio, ai box.

Complici di una Juve “indifesa” anche le assenze a centrocampo: Pjanic, sottovalutato come interdittore, è in realtà il bianconero con più palle recuperate; Khedira ad oggi con un’autonomia di 45 minuti, e Marchisio.

In vista della gara di stasera, dove ogni errore difensivo può costarti gara e cammino Champions, urge una repentina inversione di marcia e soprattutto una maggiore aggressività e cattiveria da parte di tutti. La solidità difensiva è la pietra angolare su cui Allegri può sperare di plasmare anche quest’anno una squadra che possa cominciare a correre veloce ed arrivare a Marzo in lizza su tutte le competizioni. Il tempo stringe e gli altri corrono già. 

 

di Federica Marzano