La Juve ha perso il gusto del difendere

di Juventibus |

difesa

Di Leonardo Menduni

Nella puntata odierna di Casa Juventibus, Luca Momblano ha posto l’attenzione su un aspetto fondamentale di questa Juventus targata Andrea Pirlo. Questa squadra ha poca voglia di difendere negli ultimi 30 metri, quasi mettendo in preventivo che sia “lecito” concedere occasioni da gol agli avversari di turno.

Anche la sfida vinta largamente con l’Udinese ha messo in evidenza alcuni limiti difensivi della squadra bianconera, ancora alle prese con un assetto tutt’altro che granitico. Tante occasioni concesse ai friulani, capaci di andare in gol due volte (includendo la rete annullata a De Paul sullo 0-0) e di colpire due legni.

Questa squadra ha costantemente il baricentro spostato in avanti, e che abbia poco equilibrio soprattutto quando perde palla in fase di costruzione portando tantissimi uomini in proiezione offensiva.

La percezione è che la Juve, già dalla seconda parte della scorsa stagione a dire il vero, sia meno solida rispetto alle stagioni precedenti, e che sia diventato anche semplice colpirla. Forse l’occhio del tifoso è stato abituato troppo bene e, nel frattempo, il calcio è cambiato anche da quel punto di vista, ma le sensazioni sono quelle.

Difficile ipotizzare ora se l’attitudine e l’atteggiamento mostrati finora siano un marchio definito per l’intera stagione, ma sembra improbabile un cambio di rotta repentino quantomeno a breve.

Analizzando individualmente i calciatori a disposizione, tra i difensori in rosa la mentalità puramente difensiva sembra essere una dote innata solo di Chiellini e Demiral, ma entrambi fisicamente non danno garanzie necessarie per un utilizzo a lungo raggio. Sia il capitano che il turco sanno esaltarsi nelle chiusure difensive; non è inusuale vederli esultare per una chiusura o un intervento risolutivo in fase difensiva.

Facendo una valutazione più ampia, è evidente la mancanza di attitudine difensiva anche a livello individuale. Tra i difensori che hanno giocato più spesso quest’anno nessuno è un marcatore puro: de Ligt per “formazione” non ha quelle caratteristiche, Bonucci è sempre più utile in fase di costruzione e Danilo è un terzino “sudamericano”, votato certamente più alla fase offensiva che a quella difensiva, al netto di una crescita esponenziale anche nella propria metà campo.

Sembrano lontanissimi i tempi in cui Mourinho (proprio lui!) dopo aver perso 0-1 con la Juve a Manchester elogiò la fase difensiva bianconera complimentandosi co “professori” Bonucci e Chiellini.

Certamente sarà interessante misurare la linea difensiva a Milano mercoledì, contro una squadra che, con o senza Ibra segna almeno due gol a partita consecutivamente da mesi.

Mancano poco e capiremo, a San Siro, se la Befana avrà portato il carbone alla sua cara amica Vecchia Signora.


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