Cristian Romero, un Juve-Genoa per meritarsi il ritorno

di Giacomo Nannetti |

Era il 20 ottobre 2018 quando il Genoa venne all’Allianz Stadium a strappare un 1-1 preziosissimo, grazie anche e soprattutto ad una grande prestazione di un giovane difensore argentino al suo esordio assoluto in Serie A. A distanza di un anno tutto, o quasi, è cambiato per Cristian Romero, che solo 12 mesi fa assaggiava per la prima volta il campionato italiano, mentre questa sera, 34 presenze dopo, tornerà nuovamente a Torino per dimostrare ancora una volta che lui la casacca bianconera vuole indossarla il prima possibile. Nell’estate appena trascorsa la dirigenza bianconera, soddisfatta della prima annata in A del classe ’98, ha deciso di acquistare il grintoso (a volte anche troppo) numero 17, lasciandolo però ancora un altro anno a maturare in Liguria, per poi arruolarlo la prossima stagione.

A soli 21 anni, l’ex Belgrano è già un buon difensore, ma per essere protagonista in un club come la Juventus ha bisogno ancora di crescere sotto molti punti di vista. Nessuno mette in dubbio le qualità del sud-americano, che però deve assolutamente limare la sua aggressività, che troppo spesso lo porta ad essere iscritto nell’albo dei cattivi (16 gialli e 2 rossi in 34 partite). Nella sua prima apparizione in A Romero, lanciato nella mischia da Juric, nonostante un giallo sventolatogli in faccia dopo pochi minuti (come suo solito), è riuscito comunque a fronteggiare e limitare un certo Cristiano Ronaldo, conquistando la scena e le attenzioni di tutti gli addetti ai lavori.

Questa sera El Cuti, perchè come ogni argentino che si rispetti ha il proprio soprannome, tenterà nuovamente di sbarrare la strada alla Vecchia Signora, magari stupendo nuovamente il triumvirato bianconero per prenotarsi un posto nella Juventus che verrà. Il reparto arretrato juventino è in fase di rivoluzione e Romero non vuole perdere l’occasione di far parte di essa, consapevole anche che molto potrebbe dipendere dalla prestazione di questa sera. Per Cristian Romero la missione è di nuovo quella di stupire, per tornare poi all’Allianz non più da nemico, ma da guerriero bianconero.


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