Juve – Genoa: formazione anomala, il risultato pure

di Valerio Vitali |

Juve - Genoa

In un Juve – Genoa in cui la formazione iniziale è stata alquanto anomala, si puo’ dire altrettanto nella prestazione della squadra. Anche stasera infatti è emerso lo stesso problema di sempre: staccare la spina dopo il vantaggio. Dopo il 2-0 che dopo circa mezz’ora aveva fatto credere a tutti che i bianconeri avessero chiuso la pratica, c’è stato l’ormai consueto blackout mentale. Questo aspetto, sul quale lo stesso Pirlo aveva rimarcato pesantemente la mano recentemente, pare di difficile lettura.

Grinta, rabbia, precisione nelle giocate e attenzione sulle seconde palle, si sono visti infatti solo fino al doppio vantaggio e, sempre meno progressivamente, dopo il 2-1. La passività generale, unita alla staticità di alcuni singoli che si sono mossi molto meno nella seconda frazione di gara hanno fatto sì che i ritmi si siano abbassati in maniera notevole e, va sottolineato, chi è subentrato non ha fatto granché per invertire la rotta. Anche lo stesso Kulusevski, resosi autore protagonista di un primo tempo da incorniciare con un gol e un assist, si è fatto man mano inglobare nelle difficoltà complessive della squadra, riemerso poi con forza durante i supplementari.

Lo svedese, insieme a Morata, rappresentano forse la nota più lieta in Juve – Genoa. Anche lo spagnolo infatti ha risposto molto bene ai 10 giorni di inattività sul campo, ma potrebbero costargli caro questi 120′ inaspettati. I due hanno dimostrato di saper duettare e di convivere tra gli spazi d’attacco. Una buona soluzione tattica che forse Pirlo potrebbe riproporre anche in futuro vista anche l’assenza per almeno 15 giorni di Dybala.

La Juventus, nel giudizio a 360° della prestazione offerta, è parsa stanca sul finire del match e anche molto “sprecona”, come al solito. Una squadra che si è appoggiata troppo su giocate singole più che collettive e che ha pagato dazio in questo senso anche nella fase di non possesso. La condizione generale, ottima all’inizio ma sempre più deficitaria verso il tramonto della partita puo’ rappresentare un campanello d’allarme in vista di Milano. I bianconeri avrebbero potuto approfittare del minor minutaggio rispetto ad un’Inter che è arrivata, come noi, ai tempi supplementari. Chissà che l’aver dilapidato questi 30′ di maggior riposo possano risultare dannosi per la trasferta decisiva in quel di San Siro.