La Juve in una foto – Pulitzer a Daniele Badolato

di Federica Zicchiero |

Tra le tante immagini di Valencia-Juve rimbalzate sui social, ce n’è una che incarna perfettamente l’anima della squadra bianconera. Non è una foto di esultanza dopo uno dei due rigori di Pjanic, non è l’immagine di un grintoso Chiellini a fine partita, né di Allegri che si sgola.

È questa.

 

 

 

Cristiano Ronaldo ha appena subito un rosso ridicolo, che lo priva (e ci priva) del tanto atteso debutto in Champions League con la Juve. È semi-inginocchiato e ci dà le spalle. Da questa foto non possiamo vederlo, ma sappiamo che è in lacrime, arrabbiato e frustrato per l’assurda decisione dell’arbitro Brych. Intorno a lui, Mandzukic, il capitano Chiellini, Bonucci e Bernardeschi lo aiutano a rialzarsi. Ognuno di loro ha una mano sulle braccia del campione. È un legame fatto di mani agganciate e di voci: sembra quasi di sentire la voce di Bonucci che, con l’espressione grintosa che gli conosciamo, si rivolge a Cristiano per esortarlo. Bernardeschi, sulla destra, punta il piede sinistro a terra e flette la gamba destra, nello sforzo di rialzare il compagno. Mandzukic e Chiellini, con le mani sulla sinistra di Cristiano, guardano verso destra, già focalizzati sul proseguimento della partita.

Questa è la Juve. Una squadra in cui il gruppo aiuta l’eroe caduto a rialzarsi. È il gruppo a sostenere il singolo, anche quando si tratta del più forte del mondo, del campione più atteso, quello su cui erano più forti le pressioni e le aspettative. E che per questo soffre per una decisione arbitrale incomprensibile, che lo priva del suo palcoscenico preferito, la Champions.

Questa è la Juve, una squadra capace di reagire alle decisioni arbitrali avverse, senza perdere la testa, senza nascondersi dietro alibi. Semplicemente continuando a giocare, anche in 10 contro 11, a sudare, a segnare e vincere. Perché è solo insieme che ci si rialza e si vince.