Perché la Juve ha la fobia del centravanti

di Michael Crisci |

La Juve e il suo amato centravanti, una storia che va avanti da 9 anni, ovvero da quando la Juventus ha cominciato a fare incetta di scudetti.

Quella prima Juve di Conte, tanto esaltante quanto scevra di un attacco atomico, si poggiava a livello realizzativo sulla prolificità dei centrocampisti. Non bastavano i 10 gol di Matri, goleador principe bianconero di quella splendida annata. Da lì la famosa caccia al Top Player, che aveva uno zenit chiaro, Van Persie, ma che tra un Dzeko (allora al City e cercato con insistenza ai tempi del Wolfsburg) e un Pazzini di là, si risolse nel prestito di Bentdner, che ha lasciato grandi ricordi, ma solo in altri ambiti.

Ci si riprovò con Fernando Llorente, che era bello sì, e anche bravo, ma non così bravo, tanto che i gol doveva farli Carlos Tevez, che era un talento, un fenomeno, un guerriero, ma di sicuro non un centravanti.

Nel 2014, arrivò Morata, che ci mise 6 mesi a entrare nell’11 titolare di Allegri, e sfoderò una seconda parte di stagione memorabile, con tanto di tap-in illusorio a Berlino. Dopo Berlino, fu il turno di Dybala, che centravanti a Palermo era, e anche quello di Mandzukic, che però avrebbe legato il suo nome alla storia della Juve con altri ruoli, mentre Morata ripreso dal Real, si perse tra i meandri di Londra e della Madrid rojiblanca.

Siamo dunque nel 2016, e il centravanti per la Juve comincia a diventare una fobia, quasi un tabù infrangibile, fino a che i soldi di Pogba non portano la Juve a cambiare la propria storia, e a spendere 90 milioni NOVANTA per Gonzalo Higuain, l’uomo che avrebbe dovuto portare in dote i famosi “90 gol in 3 anni”. E se al primo anno, l’argentino ha risposto presente, con 32 centri stagionali, dalla stagione successiva ha cominciato ad allontanarsi mentalmente dal calcio, diventando piano piano la zavorra che ancora oggi continua a pesare sui bilanci societari

Poi Ronaldo, e i vani tentativi di metterlo lì davanti, dove lui non vuole proprio stare. Dove non può più stare lo stesso Dybala, oramai trasformatosi nel corso degli anni, con un’accentuata perdita di una certa prolificità. E il centrocampo che ha smesso di essere un fattore in zona gol.

Una maledizione perpetua, una fobia di non averlo mai, o di averlo e perderlo in un amen, che si accentua sempre di più. 

Ora che sia Suarez, Dzeko, Cavani, la Juve cerca ancora disperatamente quel 9 in grado di esaltarla, di farla sognare, di avere quella continuità in zona gol che nessuno, in questo ciclo, è riuscito ad avere per più di un anno.

E vedendo Lewandowski, Benzema, Haaland…forse è una fobia che vale la pena di affrontare.


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