Juve-Fiorentina? Storia di una partita senza mito (per noi)

di Massimiliano Mingioni |

Ve lo giuro, io ci ho provato. Ho scartabellato gli archivi, scandagliato la memoria, indagato.

Sì, certo, ho ritrovato un bel roboante 5-1 del 77-78, con Benetti che fa un gol-fotocopia di quello segnato a Firenze l’anno prima, botta al volo da fuori area sul rinvio qui di un difensore, l’anno prima del portiere, e la furbata di Bonimba che sbuca alle spalle di Carmignani che rimette corto con le mani, gli soffia il pallone e lo butta dentro.

Sì certo, c’è l’1-0 del 24 maggio 1981, sinistro al volo di Cabrini che ci consegna il 19° scudetto. Magari anche l’83-84, Juve senza Platini, servono i due punti per cucirsi lo scudo e però il gol non arriva, e poi c’è Vignola che si procura un rigore al 90°, prende la palla e lo va a trasformare, coraggio mica da poco.

E ci mancherebbe, la finale Uefa di andata che in riva all’Arno suscita ancora ululati. Ci hanno fatto persino un libro, firmato da Alberto Di Chiara che in quella viola giocava: “Quella sporca finale”, nientemeno. E che fu mai? Una Watergate del calcio? Ma no, a ben vedere. Perché, fu il vituperatissimo (dai viola) arbitro spagnolo Soriano Aladren a far sbagliare a Baggio, già distratto dai suoi tormenti per l’imminente cessione, un gol fatto davanti a Tacconi? Fu lui a far prendere un gol evitabilissimo sul tiro di Gigi De Agostini al portiere gigliato Landucci, che ora è il vice di Allegri? Basta una spintarella, più astuta che cattiva, di Gigi Casiraghi per far gridare allo scandalo (una roba che se fosse fallo quello il gol di Llorente dell’altro ieri varrebbe tre giornate di squalifica)? E se il ritorno si dovette giocare nel non troppo neutro campo di Avellino, fu per colpa nostra o per l’impresa viola di farsi squalificare non solo il campo principale ma persino il secondario (Perugia)? Insomma bei ricordi per noi, pessimi per loro, però diciamolo, epopea pochina, roba da Galia, da Faccenda.

Giulio Gori, che è un romantico, ricorda addirittura una sfida del ’91-92. Voglio dire, avete presente il 91-92? Dopo la sbornia da champagne andato a male di Maifredi e Montezemolo la clamorosa retromarcia col ritorno di Boniperti e del Trap. Una squadra più operaia (lo sbiadito Reuter e il gladiatorio Kohler i nuovi stranieri) e un modulo molto meno aggressivo (o meglio, un modulo): il primo settembre ’91, apertura di campionato, i bianconeri schierano la difesa a 5, e in teoria un attaccone (Di Canio, Baggio, Totò e Casiraghi assieme). In teoria. Finisce 1-0, gol di Casiraghi che salta mezzo metro sopra la testa di Fiondella e insacca con un’incornata. La formichina fa il primo passettino verso la ricostruzione: a fine stagione sarà seconda in campionato (oggi in tanti ci metterebbero la firma), finalista in Coppa Italia, in Europa non c’eravamo dopo quasi 30 anni, all’epoca parve un’altra annata persa. Finita la partita, Maurizio Mosca strilla in tv: «Non mi piace, non mi piace», prendendosela col trapattonismo e con quel secondo tempo abbottonato a difendere il risultato. I tifosi della Juve ripensano a Maifredi e ringraziano la nuova epoca di austerità. Giulio vede analogie, la difesa che insomma proprio a 5 non è ma anche allora sui lati si spingeva (il giusto) e il loro allenatore che anche allora parlava portoghese: era un certo Sebastião Lazaroni.

Tutto suggestivo, ma ammettiamolo, anche qui poco di leggendario.

E poi – chi lo mette in discussione? – lo storico 3-2 in rimonta del 4 dicembre 1994, quel secondo tempo mirabolante, quel gol pazzesco di Del Piero. Indelebile. Lo ricordate tutti, se n’è scritto fin troppo. Lì sì, un pizzico di leggenda c’è, è vero. Ma è una partita, e in fondo il bello fu nel come avvenne, se fosse successo chessò contro la Sampdoria sarebbe stato lo stesso. O no?

Insomma ci ho provato, sul serio. Ma la verità è che Juventus-Fiorentina è una partita senza mito, senza un pathos superiore. Senza epopea, appunto. Tranne che per loro quando vincono: quelle poche sì che se le ricordano e pour cause, ne hanno vinte solo 6: nel ’41 (…) nel ’55 quando vinsero lo scudetto e ce ne diedero 4, l’1-2 in rimonta 84-85, un altro nell’87-88, il 2-3 più recente sempre in rimonta con l’unica traccia lasciata nella storia umana da tal Papa Waigo e la rovesciata di Osvaldo a tempo scaduto; e il feroce Salah-dino dello scorso anno in coppa Italia, con accoglienza trionfale a Santa Maria Novella alle tre di notte (ma era solo l’andata…) Ma appunto epopee in sedicesimo, roba fortemente minoritaria, onanismi da provinciali tipo l’1-0 del Catanzaro nel 71-72. Quello di Juve-Fiorentina è un falso mito, posticcio, una roba taroccata malgrado i patetici tentativi di retrodatarla a chissà quando mentre è un’invenzione di Franco Zeffirelli (che ci rimise parecchi milioni nella causa persa con Boniperti) risalente all’81-82, quando la Fiorentina ritornò competitiva dopo lustri, contese lo scudetto alla Juve facendole il solletico in due scontri diretti di rara bruttezza (doppio 0-0 signore e signori) per arrivare alla fatidica ultima giornata, e (a conferma delle fragili basi del mito) all’imprecatissimo “rigore di Brady”, in realtà sacrosanto come ognun sa mentre a Catanzaro ebbero a contestare un rigore non dato a loro – e la Fiorentina un gol annullato per fuorigioco a Cagliari su cui la verità scappò a Picchio De Sisti: “I miei giocatori mi hanno detto che il gol era buono, ma i miei giocatori sono della Fiorentina”.

Una rivalità unilaterale, una ossessione che esiste solo a Firenze, figlia di una frustrazione profonda: loro, banalmente, vorrebbero essere noi.

Quindi, mi dispiace, ce l’ho messa tutta ma non ci posso fare niente, il mito non c’è, la rivalità non esiste. Anche se stavolta (raro caso) ha ripercussioni serie di classifica, anche se (caso rarissimo) loro sono davanti e giocano bene (meglio?) Juventus-Fiorentina è una partita come tutte le altre, una partita normale. Vivetela così, voi.

Voi che potete. Voi che non abitate a Firenze.

Noialtri ci s’ha da pensare a che faccia indosseremo lunedì mattina. E ci raccomandiamo.

 

con la collaborazione di Giulio Gori