“L’ex Atletico Morata” e “l’ex Juve Pogba”: il racconto distopico della Juve a Euro 2020

di Valerio Vitali |

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Di questo Euro 2020 che sta meravigliando tutti, sia nei risultati che nelle prestazioni, spicca come sempre un racconto distopico di una certa parte della stampa sportiva italiana. Dopo quanto osservato ieri poi, con l’eliminazione cocente della Francia, che ha fatto molto rumore e il passaggio ai quarti della Spagna, questa strana divulgazione ha visto aumentare sempre di più la sua forbice.

Se infatti il gol di Morata che ha spianato le porte tra le prime 8 degli Europei alla nazionale iberica è passata come “il gol dell’ex Atletico e Real poco incisivo nella Juventus”, la meravigliosa produzione balistica di Pogba (vedersi il gol del 3-1) è passata sotto traccia dinnanzi alla sconfitta ai rigori per mano della Svizzera. Si è rovesciato dunque il racconto passando ad una più scivolosa “sconfitta dell’ex Juve”.

Oltre alle sopracitate situazioni di Morata e Pogba poi, come dimenticare l’epiteto alla latina del direttore di RAI Sport Varriale. Quell’annus horribilis di Cristiano Ronaldo che pero’ ha collezionato 2 coppe, più di 40 gol stagionali ed è, al momento, Capocannoniere di questo Euro 2020, senza dimenticare il titolo di miglior marcatore stagionale della Serie A. Insomma, siamo dinnanzi all’ennesimo capitolo di un racconto distopico e lontano dalla realtà che non fa altro che cambiare a proprio piacimento.

 

Guardando invece alla vicende di casa nostra, come non menzionare Chiesa. Quest’ultimo, mai menzionato in grande stile come “decisore” anche nell’ultima stagione con la Juventus, è stato etichettato come “il giocatore italiano di tutti”. Fosse stato dell’Inter, del Napoli, della Roma, chissà con quali altre espressioni sarebbe stato dipinto (e giudicato). All’interno di tutto questo calderone di aggettivi, come non citare anche i vari tweet, i meme, le dichiarazioni e quant’altro sugli autogol di Szczesny e Demiral nei primissimi giorni di Euro 2020.

 

Improvvisamente, quasi per magia, in quei casi, si è tornati a parlare di “autogol dei giocatori della Juventus”, con tanto di “tweet sberleffo” di Tancredi Palmeri. Ora la sua “classifica dei marcatori” è diventata sì virale, ma al contrario. In quelle circostanze non si è usato l’epiteto di “portiere della Polonia” o “difensore della Turchia”. No. Lì si è capovolta la cosiddetta frittata, relegando un’accezione in un senso o nell’altro in base ad una situazione positiva o meno che possa richiamare o anche solo collegare il termine Juventus. Anche a Euro 2020 siamo protagonisti, nostro malgrado, della solita mala informazione mainstream con cui pero’ siamo anche abituati a raffrontarci.