Juve-Espanyol 2-2: Allegri, la signora Amalgama e il postino Dybala

di Luca Momblano |

Triangoli pericolosi. Quelli del secondo tempo. Anzi, quelli della seconda parte del secondo tempo. Prima, tanto salotto. Poi suona il postino di origini polacche, Paulo, e almeno la serata si anima. Doveva servire a preparare con la testa e con le gambe il gala della prima giornata. Ci sarà la Fiorentina e il test-match è stato contro l’Espanyol, una sorta di Atalanta di Colantuono tutta 4-4-2 e pressurizzazione scolastica dei movimenti. Sparring partner ideale, non garibaldino e non tremebondo.

Padrone di casa, Massimiliano Allegri. A lui spetta la composizione dei tavoli. E’ come a un matrimonio: tolti i due che non puoi togliere (Buffon e Higuain, perché a tutto c’è una logica: bravo Gonzalo, sbattimento per novanta minuti che è parte integrante della cura) e per il resto devi usare la testa. Che nessuno si offenda. In fondo a sinistra viene scelto Asamoah, e la sua partita è lo specchio di una sala che si scalda soltanto con gli “assolo” dei primi violini. E l’estate, dove si osa con l’abbigliamento perché poi l’autunno e la tristezza generale deve diventare fredda e chirurgica abitudine. Asamoah-sta-bene. Rileggete e ripetete. Là dove fu necessità nel persorso di miglioramento di questo ciclo è sempre e sempre sarà da 6+. Nella ripresa entra dentro il campo e il dimenarsi precedente di Pereyra da dubbio diventa imbarazzo.

Ecco cosa è un centrocampista, quello che voi cercate sul mercato (e che Allegri vede, eventualmente, solo in Matuidi) e che invece il mister guarda su Men’s Health. Vuole l’uomo forte, che non deve chiedere mai. Uno che mostri i muscoli e che sappia usare il bilanciere con maniacale cura. Infatti Lemina finisce ancora a mettersi in gioco altrove, da vice Khedira, un po’ bullo e un po’ artista di strada. Certo, non è Pogba. Trasformiamolo in cagnaccio oppure accettiamo di buon grado l’idea che Sturaro torni a migliorarsi come nei primi mesi.

A un certo punto, tra il primo e il secondo, regnavano noia e confusione. Scotto quel risotto, può succedere. Non è tanto il 3-5-2 di per sé, avreste dovuto impararlo questo, è che costruire subito un’intero piatto intorno all’ingrediente Pjanic è un rischio che lo chef si assume. Pretende il condimento, lui. Ci accontentiamo del soffritto. O, più probabilmente, abbiamo ragione entrambi. Le mezze ali sono tanto nel centrocampo a tre. La trasfigurazione di Nocerino è possibile solo con Ibrahimovic, ma occhio: questo Higuain si esalterà diventando partecipativo. Siamo sereni. La cucina era quella di Masterchef. Il ristorante è prenotato per sabato prossimo. Pjaca arriverà in smoking. Il postino no. Ha il motorino. Conosce tutti gli indirizzi. Ha multe per tutti. E appare anche quando la signora Amalgama non è ancora rientrata a casa. Sulla porta c’è scritto 2-2. E’ Ferragosto. Auguri a quelli che hanno già le mani nei capelli.