La strana Juve del dottor Campionato e di mister Champions

di Giordano Straffellini |

Una Juventus romanzesca conquista l’accesso con due turni di anticipo agli ottavi di Champions League. I tifosi Juventini sono stati catapultati nel 1905. Nei tetri vicoli della Londra raccontata magistralmente da Robert Louis Stevenson. L’intervento in settimana dello psicologo Vercelli, peraltro già da molti anni nello staff di Allegri, contribuisce a infittire il mistero. Ci sono due Juventus ben distinte, quasi in antitesi che giocano quest’anno.  Una abulica quasi svogliata che partecipa al campionato di serie A. L’altra tosta, grintosa spietata che si qualifica anticipatamente agli ottavi di Champions.

In Champions la Juve risponde presente

Le perplessità prima della gara con lo Zenit erano molte. Rosa tecnicamente inadeguata? Giocatori senza personalità? Mister Allegri rimasto al 2019 dopo che la Pandemia, l’assenza del pubblico sugli spalti ha radicalmente cambiato il modo di interpretare il modo di giocare di parecchie squadre in serie A? I fattori sono molti, c’è un po’ di tutto. Fatto sta che a distanza di tre giorni dalla peggior prestazione che si ricordi di una squadra di Allegri arriva il pronto riscatto. La Juventus gioca a buon ritmo, recupera la palla in alto. Va alla conclusione per ben 26 volte, 11 nello specchio della porta.

In campionato nemmeno la brutta copia

I numeri con lo Zenit lasciano perplessi i tifosi. Soprattutto se paragonati a quelli contro il Verona. Eh già perché li i tiri totali sono 15. Solo 4 nello specchio della porta. Una trasformazione che davvero risulta inspiegabile, se considerato che alla guida c’è un allenatore esperto come Allegri.

Questione di stimoli?

Che quando parte la musichetta della Champions l’atmosfera sia diversa ormai è noto. Questo però non può bastare a giustificare l’enorme differenza nel cammino fra campionato e Champions. L’analisi va approfondita. Sulla rosa, sulle caratteristiche e sugli uomini. Che ad un quarto di campionato la squadra abbia la metà dei punti di chi oggi corre per lo scudetto è irreale. Le qualità in rosa ci sono. Magari non distribuite equamente per tutti i reparti ma la Juventus conta fra le proprie file almeno 14/15 titolari fissi delle nazionali più blasonate del mondo. Italia, Francia Brasile tanto per capirci.

Ritmo e coraggio non devono mai mancare

Il ritmo tenuto ieri della banda Allegri è superiore a qualsiasi partita fatta in questo campionato. Questo a nostro parere è determinante. Quello che porta il nostro mister Hyde di Champions a diventare dottor Jekyll in campionato è un mix di fattori. In primis gli input del mister. Forse Allegri ha sottovalutato il cambio di ritmo nella serie A post lockdown. Molte squadre definite medio piccole vengono a giocarsi la partita palla su palla anche allo Stadium. Il vento è cambiato rispetto agli anni in cui Max dominava e molti avversari a Torino preferivano far riposare i titolari sapendo che prendere anche solo un punto era impresa disperata. Il coraggio di fare la partita ed il ritmo intenso quindi devono essere messi in campo con maggior frequenza. Sicuramente per un periodo di match più lungo rispetto a quanto fatto finora.

Ottimi giocatori non ancora campioni

La rosa come detto per valore dei singoli è superiore sicuramente alle squadre con cui ha perso punti in campionato. Ma questi giocatori, anche i Locatelli, de Ligt lo stesso Chiesa non hanno ancora dimostrato continuità di rendimento. Giocare alla Juventus è diverso dal giocare in qualsiasi altra squadra del mondo. Qui vincere è considerato la normalità. La Juve fa notizia solo in caso di sconfitta. Ciò significa che i giocatori che fanno parte della squadra devono avere una capacità di rendimento superiore. Vuol dire che su 38 partite ne puoi sbagliare 3/4. Questa cattiveria, questo DNA si è perso dopo il primo lockdown. Né Sarri, né Pirlo sono stati in grado di correggere il tiro. Sembrava esserci riuscito Allegri ma Sassuolo e Verona ci hanno riportato al recente passato.

E ora la Fiorentina

Per il momento godiamoci una Juve convincente, che da una risposta importante dopo le delusioni di Sassuolo e Verona. Dovremmo gioire, dovremmo esultare. ed invece il pensiero va al campionato. Arriva la Fiorentina allo Stadium. E la domanda sorge spontanea. Che versione della Juve vedremo. Il timido e compassato Dottor campionato o lo straripante e convincente Mister Champions?


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