Se la Juve ripensa alla difesa a tre

di Alessio Lavino |

bbc

Ah già, ma si poteva anche difendere a tre? Ma questo non ce l’avevano detto! Scusate l’iniziale senso di smarrimento. Ebbene sì, cari tifosi juventini/e, esiste anche la difesa a 3! Nel silenzio assordante di queste prime settimane con Andrea Pirlo allenatore della Juventus, voci di mercato e opinioni di ogni sorta ci investono senza tregua, dalle prime pagine dei giornali alla tivù, ai tanto attuali social media. In questo turbinio mediatico, Gazzetta dello Sport riporta quest’oggi un’importante novità tattica: la possibilità della difesa a 3, almeno come step iniziale della prossima stagione.

Ma quali sono davvero i vantaggi e gli svantaggi nel farlo? Quali sono le caratteristiche principali di una difesa a 3? Scopriamolo insieme, cercando di non entrare troppo in tecnicismi tattici.

 

CARATTERISTICHE DELLA DIFESA A 3

Primo fra tutti, la difesa a tre richiede una forte alchimia e compattezza di reparto fra i 3 difensori centrali che devono conoscersi benissimo. La psicocinetica dei 3 di difesa gioca un ruolo impattante in tutte e tre le fasi di gioco: possesso palla, non possesso e transizione.

Uno dei tre centrali deve essere un leader carismatico, in grado di guidare tutto il reparto. Deve saper comandare la linea a palla scoperta, deve trasmettere fiducia e sicurezza agli altri due. Almeno uno dei tre deve essere molto abile in marcatura, mentre agli altri due sono richieste doti aeree importanti. Uno dei tre deve essere dotato di buona tecnica di base, deve saper portare palla e avere una buona tecnica di calcio con entrambi i piedi. Il centro-destra e il centro-sinistra devono essere molto bravi nella lettura delle singole situazioni, interpretandole al meglio, sapendo discernere in una frazione di secondo dall’affrontare l’avversario nell’uno-contro-uno oppure nella corsa indietro per ricompattare il reparto. Per i laterali di difesa è quindi fondamentale saper temporeggiare ed eventualmente affrontare con senno tattico gli uno-contro-uno.

 

GLI ALTRI REPARTI

In tutto questo contesto, qui brevemente presentato, a fare la differenza sono gli uomini negli altri reparti: i laterali di centrocampo (chiamati anche tornanti) e la mediana. Quest’ultima può essere composta da un solo giocatore o anche da due, secondo segreto svelato della giornata. Ebbene sì, esiste anche la possibilità della mediana a due! Compito della mediana è dare equilibrio alla squadra, soprattutto in fase di possesso palla, garantendo sempre l’appoggio ai centrali difensivi in fase di uscita palla e allo stesso tempo le marcature preventive, nonché essere molto bravi sulle seconde palle. In fase di non possesso porta l’ovvio vantaggio di fungere da schermo davanti ai 3 di difesa, dando le giusta garanzia di copertura quando uno dei tre centrali esce palla al piede. Le ali, o esterni di centrocampo, o tornanti (fate un po’ voi) sono l’anima di un modulo a 3. Devono coprire il campo, correndo a tutta fascia, essere abili nelle diagonali quando si subisce una manovra offensiva lato opposto con uscita obbligata del laterale di difesa. In fase di possesso è necessario che siano propositivi in attacco, attaccando l’area di rigore e che abbiano ottime abilità nel cross.

 

VANTAGGI DELLA DIFESA A 3

Il principale vantaggio di una difesa a 3 risiede nel fatto di avere sempre (o quasi) la superiorità numerica in quella zona di campo. Con buone qualità tecniche individuali, garantisce sempre un’uscita pulita palla al piede con ottime possibilità di trovare il terzo uomo, caratteristica cruciale per chi vuole impostare la propria squadra su un buon possesso palla e una costante costruzione dal basso (ipse dixit, Andrea Pirlo, giocatore, genio e filosofo contemporaneo). Garantisce inoltre una grande solidità difensiva.

 

SVANTAGGI DELLA DIFESA A 3

Il rischio di un modulo a 3 mal interpretato è quello che definisco “appiattimento della manovra”. Si rischia cioè di schiacciarsi così tanto da portare a difendersi costantemente con una linea 5 ed essere conseguentemente troppo passivi in fase di ricostruzione. Questo fu uno dei motivi per cui il 3-5-2 del primo Allegri fu messo da parte per passare a una difesa a 4.

 

CONSIDERAZIONI GENERALI E IMPATTO SULLA NOSTRA ROSA

A patto di promuovere costantemente un calcio propositivo e “verticale”, la difesa a 3 potrebbe garantire un’ottima arma per Pirlo almeno all’inizio. Inoltre, l’abilità nel sapersi mettere a 3 dietro potrebbe essere usata anche come arma a partita in corso per congelare il risultato, per poter giocare cioè tante partite in una sola, dote fondamentale del calcio moderno. Proprio nel calcio moderno si possono trovare tante varianti dell’interpretazione del modulo a 3. Dagli attendisti del Wolverhampton alla corazzata di Gasperini che difende costantemente in avanti, accettando gli uno-contro-uno dei 3 dietro.

Guardando alla rosa della Juventus, quando penso alla difesa a 3, penso che questa soluzione possa valorizzare molti giocatori in rosa e indirizzare il mercato verso giocatori più versatili. E’ molto frequente nel calcio di oggi trovare terzini/esterni di centrocampo molto abili a scalare come terzi di difesa (Hateboer dell’Atalanta o D’Ambrosio dell’Inter, ad esempio), e questa dovrà essere una dote cruciale della futura rosa bianconera. Allo stato attuale dell’arte, un assetto a 3 confermerebbe Bonucci come leader difensivo centrale, ruolo che potrebbe interpretare molto bene anche De Ligt. Quest’ultimo, a sua volta, avendo grande aggressività nel difendere in modo pulito in avanti, sarebbe perfetto come centro-destra, anche in fase di uscita palla al piede. Il centro-sinistra sarebbe condiviso tra Chiellini e Demiral. Uno tra Rugani e Romero (più il secondo per ragioni di bilancio) sarebbe la riserva di qualità per dare respiro a uno dei tre in partite secondarie. Danilo potrebbe avere il profilo più adatto al terzino che si adatta nei 3 centrali di difesa, in caso di necessità. A questo profilo di sicuro non risponde Alex Sandro, per mancanze di caratteristiche sopra enunciate. Sulle corsie laterali, Cuadrado è ideale nell’interpretazione del ruolo di esterno tutta fascia sia in fase di possesso, che di non possesso, che (e soprattutto) di transizione. Sulla sinistra vedasi la voce “mercato”. La difesa a 3, insieme a due esterni che sappiano difendere, darebbe inoltre una certa tranquillità tattica alla mediana. Arthur avrebbe più protezione, garantita inoltre dal secondo di centrocampo (Rabiot) che potrebbe scivolare dietro formando una “falsa mediana a 2”. Ulteriore vantaggio guardando alla rosa bianconera sarebbe il fatto di poter liberare il terzo centrocampista, facendolo agire più come mezz’ala di possesso o trequartista tuttocampo, fungendo da collettore di gioco con il reparto offensivo.

 

Insomma, quando penso alla difesa a 3, penso a tante cose. E secondo voi, quale potrebbe essere il vero vantaggio di un assetto a 3 e quali uomini (mercato permettendo) schierereste in campo?