Un derby indimenticabile fin dal giorno prima

di Massimo Zampini |

derby

Il derby è stato bello fin dalla vigilia.

 

Il giorno prima, infatti, leggendo qua e là trovo già tre notizie piuttosto interessanti.

 

La prima è un grande classico, sempre di buon auspicio. Moratti sente il bisogno di farci sapere che non si sente abbastanza ricompensato da Calciopoli. Ma voi ricordate: “basta pensare a Calciopoli! Sono passati 10 anni, smettetela con questi veleni”. Noi dobbiamo smetterla, al più può parlarne, un giorno sì e un giorno no, la vera vittima della vicenda, il buon Moratti.

Sì, sarà un buon weekend.

 

 

Cambio testata ed ecco un grande sondaggio dai “risultati sorprendenti” sul caso Agnelli. Cosa ne pensano gli italiani?

Intanto, l’idea non è male: mentre i giudici federali stanno per emettere la sentenza, un bel sondaggione tra gli italiani per decidere se è colpevole o meno; il voto da casa per una bella condanna.

Si domanda se le richieste di Pecoraro sono corrette, eccessive o troppo morbide (ricordiamo infatti che il procuratore non ha neanche chiesto l’esilio per il nostro presidente).

Ebbene, ecco i “risultati sorprendenti”: l’88% degli intervistati ammette di non conoscere nel dettaglio la vicenda, ma per il 60% le pene richieste sono adeguate o insufficienti (oltre a una larga percentuale di “non so”). La notizia clamorosa, sorprendente, è dunque che, pur non conoscendo la vicenda, quasi due italiani su tre vorrebbero una bella stangata per Agnelli. Faccio due calcoli sulla percentuale di tifosi juventini tra gli appassionati di calcio italiani (circa un terzo, si dice) e scopro una verità sconvolgente: praticamente ogni non juventino crede che Andrea vada punito severamente, anche non se non sa bene per cosa.

Non lo avrei detto: lo facevo un popolo di garantisti, sulle vicende della Juve.

 

 

Ma il clou deve ancora arrivare, con la consueta conferenza di Mihajlovic pre derby: la attendo con la stessa impazienza con cui aspettavo il Natale da bambino. Babbo Sinisa non si fa pregare e mi riempie di regali. Ricordo che l’anno scorso mi portò un tifoso e un magazziniere, perché “domani la Juventus non giocherà solo contro undici giocatori ma contro tutta la gente del Toro e tutti coloro che lavorano con noi”. Per una volta, nonostante giochiamo contro una marea di persone, vinciamo noi: 3-1 nel loro stadio.

Stavolta si presenta da solo, suscitando in me profonda delusione: niente regali? Sono stato cattivo?

No, comincia un vero e proprio turbinio di sorprese: non è una partita normale, è una sfida tra popolo e padroni, tra passione e ragione, tra colori e bianconero, finalmente il Var così non mi arrabbierò, l’acustica dello stadium per sentire i cori.

 

Sono felice come allora, quando ero piccolo: dunque non sono stato cattivo, ho ricevuto più di quanto sperassi. Contestualmente, mi viene un forte sospetto su come finirà.

 

I dubbi svaniscono guardando la partita su Sky, con i cronisti che nell’avvincente presentazione parlano di un “Toro mai così vicino alla Juve, in classifica (ndr: se l’anno prossimo lo faremo alla prima, saremo addirittura alla pari!) e nella rosa”.

Ho capito: non solo vinciamo, ma finisce in goleada.

 

Si parte, gioca solo la Juve, segna, Baselli si fa buttare fuori, ancora gol, gol e la ragazza del mio amico, non seguendo abitualmente il calcio, chiede “come mai all’inizio c’era tutta quell’enfasi e ora i telecronisti quasi non si sentono?”; le diciamo che è una lunga storia, poi tante giocate di Pjanic, Dybala, Matuidi, Costa, e Sirigu, Sirigu, ancora Sirigu, incredibile Sirigu, alla fine si unisce alla festa anche Bentancur, l’uruguayano di 97 anni (cit. Caressa, ma a vederlo giocare sembra davvero un veterano), perfino il Pipita, ancora gol di Dybala.

 

E allora, per una sera, dimentichiamoci del bel gioco che non c’è, della difesa che fa acqua, delle rivali che incantano. Dimentichiamo tutto, e godiamoci questo Natale.