L’uomo in più: il Danilo che non ti aspetti

di Mauro Bortone |

La sorpresa che non ti aspetti: Danilo Luiz da Silva, il terzino brasiliano della Juventus, da due partite è diventato l’uomo in più. Di certo non è più l’uomo in meno. Sono due partite, d’accordo. Due, contate. Eppure nel nuovo corso targato Andrea Pirlo nessun juventino, anche il più fiducioso, immaginava un ruolo da protagonista per lui: nello scacchiere tattico voluto dal Maestro e dal suo staff, invece, il brasiliano ha finora ricoperto con abnegazione e solidità i compiti da terzo difensore, e in impostazione, quella del terzino classico, che scivola all’esterno per allargare il gioco.

Ed è manna caduta dal cielo, perché la prima stagione di Danilo in bianconero assomigliava a un festival horror in salsa brasiliana: arrivato in Italia, nel controverso scambio che ha portato Cancelo al City, aveva illuso nell’esordio col Napoli, quando da subentrato aveva subito segnato, aprendo le danze dello scoppiettante 4-3 alla seconda di campionato. Poi diversi errori, prestazioni appena sufficienti sulla destra e disastrose sulla sinistra, tanto da alimentare quella leggenda che lo riguarda e che tesse gli elogi del suo procuratore, in grado di far giocare l’assistito in squadre come Porto, Real Madrid, City e Juve, senza una spiegazione davvero convincente.

Pirlo, domenica scorsa, commentando l’ottima prestazione del brasiliano con la Roma, culminata con l’assist del 2 a 2 a Ronaldo, che fa il paio con quella contro la Sampdoria, ha rovesciato quel pregiudizio: “Danilo è un giocatore di spessore internazionale, ha giocato nel Real e nel City, quindi non è che arriva alla Juventus per caso. Sta giocando ai suoi livelli e noi lo sfruttiamo per le sue caratteristiche”.

Quali i numeri allora del “nuovo” Danilo: in 180 minuti sul campo, è stato autore di 5 respinte difensive, 6 intercetti, un tiro respinto,vincendo il 40% dei contrasti (2 su 5), il 64,3% dei duelli (9 su 14), il 50% di quelli aerei (2 su 4); per lui anche 188 passaggi totali con l’88,3% di successo (166), 11 passaggi lunghi con 4 riusciti (36,4%), 4 cross su azione, 3 cross riusciti, 1 assist e un’occasione creata. Ci sono anche 2 tiri senza trovare lo specchio della porta, 2 falli subiti e uno fatto. Ma è soprattutto l’atteggiamento del giocatore ad essere mutato.

Si dirà: “Una rondine non fa primavera”. E neppure due. Ma il Danilo visto l’anno scorso era troppo abulico per essere vero.