Juve occhio, contro Conte hai poco tempo

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di David Zakaria 

Non è semplice commentare la prima sconfitta stagionale.
Non è semplice perché le premesse erano confortanti in quanto la Juve si era sempre distinta nelle partite di cartello (quella contro questa Lazio lo è a pieno titolo) e recentemente la nostra squadra raramente aveva steccato due partite consecutive. L’approccio alla gara conferma le sensazioni positive, una bella juve per tutto il primo tempo, con Bentancur su tutti (che Dio ce lo conservi!), fino a pochi secondi dalla fine quando ci siamo riconcessi la solita amnesia da calcio piazzato.
Pazienza; siamo una squadra talmente matura da assorbire la mazzata del gol subito quando già pregustavamo il caressiano tè caldo!
Il secondo tempo inizia con una ripartenza di Bernardeschi che dimentica di essere il trequartista e invece di puntare al centro risponde al richiamo della natura e si infila sulla corsia di sinistra imbottigliandosi nel traffico. Su una loro ripartenza invece, Cuadrado abbatte Lazzari e ci lascia in 10: da lì la partita sostanzialmente finisce e prendiamo subito il 2-1 e solo Tek ci evita un passivo che non supera i 3 gol.
Lo stesso portiere polacco è uno dei migliori dei nostri con una partita straordinaria così come quella di Bonucci, Bentancur, de Ligt fino all’1-1 e Dybala mentre tutti gli altri hanno comunque disputato una discreta partita eccezion fatta per Pjanic che non era al meglio ed Emre Can che non era in campo. Mister Sarri giustamente dice che la sconfitta è figlia di episodi (vero) e che la squadra è in crescita (vero rispetto alle ultime prestazioni), però abbiamo perso.
L’operazione è riuscita ma il paziente è morto.
Non abbiamo mantenuto il vantaggio per più di 45 minuti (di nuovo) e non abbiamo lasciato inviolata la nostra rete (di nuovo) che è conditio sine qua non per poter ambire alla riconferma del tricolore. Siamo ancora a Dicembre e siamo solo a -2, però come dice quello là è ora di abbassare la testa e pedalare perché, sempre quello là, di tempo non ce ne concederà tanto.

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