Juve, un colpo di teatro subito, ma c’è tempo per i colpi di scena

di Valeria Arena |

Facciamo un esposto alla Lega. Una lettera di protesta alla Figc. Una votazione su Rousseau!

Tutto per evitare che gare come Juve-Napoli si giochino nel preambolo di una stagione mentre siamo impegnati a disfare le valigie, bere cocktail in riva al mare e goderci la fine dell’estate.

Chiediamo di modificare i calendari e inserire questi meravigliosi coup de theatre a metà opera, quando siamo così concentrati da non distogliere lo sguardo per nessuna ragione al mondo, e non quando la gente entra in sala coi popcorn cercando in fretta e furia il proprio posto.

Il rischio è che capolavori di scrittura come questo -la storia di Koulibaly, il cui mestiere non è segnare gol, ma evitarli, che piazza due reti da psicodramma al 90esimo- passino in secondo piano via via che il campionato prende forma. D’altronde, se ne I soliti sospetti avessero piazzato Kevin Spacey zoppicante nei primi 10 secondi che cosa avremmo visto?

Dal colpo di scena in media res a una trama banale, ampiamente telefonata, il passo è breve però.

E così in sole due settimane l’ordine naturale delle cose è stato stabilito: vertice di classifica da Kramer contro Kramer, con Mazzarri  a reggere il moccolo del prevedibile e romantico duetto Conte-Juve.

Siamo ai titoli di coda e la strada è ancora lunga, ma l’inizio non poteva che essere quello più desiderato dagli italiani. A questo punto, insegna il caso Bonucci, o riscoppia l’amore o la distanza diventa insormontabile. E anche in questo, per sapere come si evolverà la situazione, dovremmo attraversare e affrontare nove lunghissimi e imprevedibili mesi. Per altro, chi mi conosce bene sa che da tempo ho definito Conte il personaggio sportivo più simile alla Amazing Amy de L’amore bugiardo, per cui mettiamoci gli elmetti o chiamiamo un buono avvocato.

Non finisce qui perché al rientro dalla sosta ricomincia il nostro film horror preferito, e come al solito passa da Madrid, in un revival europeo infinito, perché la vita si diverte a fare ciò che le pare o forse chi fa i sorteggi non mischia le palline da anni. o dei sorteggi non mischiano le palline da anni.

Tutto è ciclico: Buffon presente, Barzagli ritorna (nello staff), Higuain tornato dall’Erasmus, l’aereo Torino-Madrid a/r, che non si ferma più, Nedved prende uno Xanax ogni volta che sente la musichetta Champions…come si esce vivi dagli anni del tranquillo siamo qui noi senza farsi male?

Quest’anno poi siamo tanti, troppi. Sembrano esistere due squadre che dialogano tra loro e che all’occorrenza si danno il cambio, il fantasma di quella che è stata e la nuova, in carne e ossa, che è appena nata. La presenza di Martusciello da solo in panchina ha reso questa dialettica ancora più prepotentemente presente, come se la nuova Juve, visti i tempi, fosse ancora lontana dall’essere definita. Sarri, però, ha fatto subito Sarri, forse di più di quanto fece Allegri subito dopo Conte, e nonostante tempi ristretti, problemi di salute e cartucce già sparate, c’è stato anche da assente e ha gettato i primi semi di una fioritura che dalla prossima settimana lo vedrà finalmente protagonista. Salvo – ancora?! – sorprese.