Juve-Cagliari: Lichtsteiner risponde presente?

di Alex Campanelli |

lichtsteiner vs cagliari

La formazione iniziale della gara di Supercoppa Italiana contro la Lazio sembrava mandare un messaggio molto chiaro: la Juventus ha bisogno di un terzino destro. Tale assunto, confermato dalla non memorabile prestazione del fuori ruolo Barzagli e dal macroscopico errore di De Sciglio costato la terza rete dei biancocelesti, trova tuttora terreno più che fertile sia tra i tifosi che tra gli addetti ai lavori, che identificano il “buco” a destra come il vero tallone d’Achille della Juve 2017/18.

Al momento non è chiaro se tale lacuna verrà colmata, nel frattempo Allegri nella prima di campionato ha rispolverato dal 1′ Stephan Lichtsteiner, 33 primavere sulle spalle e un’etichetta di “inadeguato” attaccata in fronte da almeno un paio di stagioni. Mettendo per un attimo da parte il dolcissimo passato con Dani Alves lì sulla fascia e liberandoci dei pregiudizi, diamo un’occhiata alla prestazione dello svizzero contro il Cagliari.

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L’abnegazione e la voglia messe in campo da Lichtsteiner sono raramente state messe in discussione, se non quando lo svizzero è stato “spremuto” eccessivamente con troppe partite intere disputate a pochi giorni di distanza; non a caso i siti di statistiche come SofaScore e WhoScored lo collocano tra i migliori in campo di sabato, in quanto terzo giocatore più coinvolto nella manovra con 76 passaggi effettuati (secondo per passaggi riusciti, dietro solo a Pjanic) e alto in graduatoria anche per quanto riguarda i duelli (4 su 7 vinti), i keypass (2, meglio di lui solo Cuadrado) e gli intercetti (2, dietro a Mandzukic e Pjanic). In fase d’impostazione dell’azione Stephan è stato più lucido del solito e, nonostante qualche lancio lungo gettato alle ortiche (uno su due in media), si è reso protagonista anche di uscite del pallone dalla retroguardia pregevoli come questa:

 

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Apriamo da qui una doverosa parentesi legata alla fase d’impostazione: detto che il piede di Lichtsteiner non è sicuramente tra i più nobili della rosa bianconera, tutt’altro, e che partite come quella col Cagliari nelle quali lo svizzero azzecca un assist e un keypass rappresentano una piacevole sorpresa più che una costante, definirlo “un punto debole” in fase di costruzione risulta una forzatura, amplificata dal paragone con l’altissima qualità degli altri componenti della rosa e con il dirimpettaio Alex Sandro, giusto il miglior terzino della Juventus degli anni 2000 assieme a Zambrotta. Non ha e non avrà mai il cross di Dani Alves o di Danilo, intendiamoci, le sue qualità sono altre e dovremmo ormai conoscerle bene. Pensateci, quante big europee hanno entrambi i terzini di qualità elevata e capaci di trasformarsi in ali aggiunte?

I dubbi, semmai, riguardano la fase di copertura, nel tempo fattasi sempre meno precisa e con distrazioni più frequenti rispetto a un tempo, soprattutto per quanto riguarda il gioco aereo. Poco aiutato da un Cuadrado in versione decisamente allegra, Lichtsteiner ha sofferto non poco le discese di Farias e gli inserimenti di Ionita, giocatori con una freschezza atletica che allo svizzero ormai non appartiene più, o almeno non in maniera continuativa nei 90′. Pur con Stephan in posizione mediamente più bassa di Alex Sandro, paradossalmente la Juve ha subito di più sul versante destro, dal quale sono nate le iniziative più pericolose degli ospiti; da questo punto di vista la squadra avrebbe sì bisogno di un giocatore più solido e concentrato, soprattutto in previsione degli inserimenti di Douglas Costa o Bernardeschi come altro componente della catena di destra.