Juve-Bologna 3-1: fino alla fine… delle coronarie!

di Fabio Giambò |

Leggi il risultato, Juve batte Bologna tre a uno, sembra che sia andato tutto per il verso giusto, tutto facile, tutto lineare: niente di più sbagliato. A questa squadra non piacciono le cose facili, a mister Allegri non piace evidentemente raggiungere l’obiettivo seguendo la strada indicata dal navigatore, e allora vengono fuori novanta minuti come quelli di stasera: la logica vorrebbe che si mettano i migliori giocatori nelle migliori condizioni possibili, forse non è questa la logica calcistica di chi vive la squadra giorno dopo giorno, ed allora si parte con una difesa a tre con Asamoah terzo a sinistra, e soprattutto Douglas Costa inizialmente fuori. Viene fuori un primo tempo anche abbastanza interessante almeno sino al gol di Verdi, ma nulla di trascendentale tant’è che Mirante si sporca sì i guanti in un paio di occasioni, ma niente di particolare. Commentare lo svantaggio è quasi una bestemmia nei confronti di due mostri sacri: scuse preventive a Buffon e Barzagli, ma Rugani, autore del fallo, è l’ultimo dei colpevoli nella frittatona cucinata dalla difesa bianconera. Li rivedremo ancora ad agosto con la maglia addosso? Difficile e, qui la bestemmia, forse sarebbe meglio di no.

La svolta: fuori Matuidi, generoso e pasticcione, dentro quel diavolaccio di Douglas Costa che entra, salta gli uomini come birilli, mette ripetutamente gli avversari a tu per tu col portiere avversario, prova a mettersi in proprio, di fatto la strappa lui, la vince da solo, non facciano ingannare le firme di Khedira e Dybala, utilizzati semmai anche loro come birilli per giocare di sponda. Siamo alle solite: il gioco latita, i singoli in serata ti fanno decollare, ed anche stasera la Juventus si ritrova col massimo bottino possibile e veramente ad un passo dal settimo scudetto consecutivo. E’ questo che fa provare un po’ di imbarazzo a criticare questa squadra, la speranza è che ci si imbarazzi davvero il prima possibile in questo senso: vincere in campo è sempre più bello, senza dubbio, ma vincere il prima possibile viste le circostanze è anche meglio. Ci sarebbero altri due match-point per chiuderla, il Napoli non è comunque quel rullo compressore di qualche mese fa a livello di risultati, ma il cerchio va chiuso.

Il cerchio va chiuso e va abbellito: mercoledì ci si gioca la Coppa Italia contro un Milan da non sottovalutare, in forma, con entusiasmo alle stelle, ma siamo alle solite. Va scritta la leggenda, e la leggenda non può conoscere confini: lo dicevamo una settimana fa, non si muore finché non si muore, ripartiamo da qui e concludiamo con un “la leggenda non finisce finché non finisce la leggenda”.