Juve-Bernardeschi, vale la pena di riprovare

di Riceviamo e Pubblichiamo |

centrocampo

Di Riccardo Sgroi

Caldo, molto caldo. Prendere il sole è per i forti di spirito; meglio rientrare al fresco, perdersi nell’aroma del caffè e pensare alla Juve. Si preannuncia un’estate calda, sul campo e nel mercato; un’estate in cui ci si godrà la lotta scudetto tra la sabbia ed il mare, coperti da un ombrellone colorato e rigorosamente separati più dal metro e mezzo di sicurezza che dalla fede calcistica (almeno così mi auguro da eterno illuso).

Veniamo al dunque: in questa estate così stranamente piena di calcio giocato, la partenza di Bernardeschi non s’ha da fare. È vero, Federico ha avuto qualche incertezza di troppo negli ultimi mesi e non ha trovato la giusta continuità di rendimento e di ruolo per affermarsi in questa Juventus di campioni. Però…però ci sono almeno 7 buone ragioni per cui la sua presenza nella rosa del prossimo anno non merita d’essere messa in discussione:

1. Bernardeschi è del ’94, ha appena compiuto 26 anni e nonostante s’avvii ad affrontare la parte centrale della sua carriera, ha ancora discreti margini di miglioramento e potenzialità da sviluppare.

2. È un giocatore per caratteristiche unico nella nostra rosa: Federico non è un trequartista, non è un rifinitore, non è una mezzala e non è un giocatore portato al fraseggio di prima. È un esterno completo che unisce la dote di equilibratore della squadra a dei piedi educati.

3. Da Bernardeschi non ci si deve aspettare tunnel a profusione o giocate sensazionali; troppo spesso si attendevano da lui i fuochi d’artificio in virtù delle buone (ma non incredibili) doti tecniche, sottovalutando invece l’apporto quantitativo notevolissimo che forniva alla squadra. Certo, da lui ci si può attendere qualche dribbling, ma nel calcio d’oggi mantenere una buona intensità nei 90 minuti vale molto di più degli elastici a centrocampo.

4. Anche se sembrano passati millenni, l’apice dell’avventura juventina di Bernardeschi risale all’impresa contro l’Atletico di poco più di un anno fa; all’epoca ci si lamentava di uno spento Dybala e alcuni ne invocavano la cessione. Siamo sicuri che Federico, tra un anno, non possa aver seguito le orme di Paulo?

5. Se nel 433 fatica sia a fare la mezz’ala che l’esterno del tridente, sarebbe invece perfetto come esterno in un ipotetico 442 (oggi più che mai d’attualità). La sua duttilità gli permetterebbe di giocare su entrambe le fasce e se imparasse a buttarsi dentro quando Dybala viene in contro a prendere palla e Ronaldo s’allarga sulla sinistra, potrebbe aprire spazi importanti da sfruttare nelle manovre offensive.

6. È italianissimo, particolarità molto rilevante quando si parla di Juve, specie in un momento in cui l’originale blocco italiano della squadra sta perdendo pezzi senza trovare rimpiazzi del giusto calibro.

7. È un ottimo professionista, un ragazzo educato, tranquillo, riservato e serio che per molti versi incarna quello stile Juve di cui ogni bianconero va fiero

Insomma, a Bernardeschi non si deve rinunciare nonostante stia vivendo un momento complicato della sua carriera. Anche perché sarebbe davvero tanto facile trovare un valido sostituto?


JUVENTIBUS LIVE