Juve vs Bayern: quanto pesa la politica federale

di Mario Sironi |

Il sorteggio ci ha messo di fronte nel cammino di Champions League l ‘osso forse più duro da affrontare e rosicchiare. La squadra tedesca del Bayern Monaco rappresenta infatti una eccellenza tecnica consolidata. E fin qui , nulla di nuovo. Ma se ci spostiamo dal prato verde agli aridi (forse) numeri dei bilanci , scopriamo che la qualità in questo ambito é forse persino superiore. Proviamo dunque a confrontare le due società dal punto di vista economico ,senza pensare per qualche minuto a Guardiola e Lewandowski.

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Cominciamo col dire che anagraficamente Juve e bavaresi sono quasi coetanei: solo 3 anni di differenza dalla loro fondazione . Questo per affermare che non si scorge un vantaggio competitivo basato su una maggiore anzianità sportiva e di business.
Ciò si traduce anche in un albo d’oro relativamente equilibrato anche se le vittorie in Coppa Campioni/Champions League del Bayern sottolineano la idiosincrasia della Vecchia Signora per le finali secche (6 sconfitte su 8 finali).

Il vantaggio competitivo però esiste ed è confermato da numerosi dati di bilancio. Andiamoli a vedere, cercando di non annoiare troppo chi ci legge.
La nota tecnica di partenza è che i dati si riferiscono alla chiusura dell’esercizio 2014­2015, fotografata al 30 giugno dello scorso anno, dati non di Gruppo ossia riferenti solo alla specifica società sportiva e non ad altre aziende satellite.

I tedeschi presentano un fatturato superiore ai bianconeri di circa 150 milioni di euro (485 vs 348 mln). Una soglia , quella dei cinquecento milioni sfiorata dal Bayern , che da sola evidenzia il livello virtuoso innescato. Ma andiamo più nel dettaglio: una voce di incasso preponderante in casa tedesca sono gli incassi da stadio (137 mln vs 51), la Juve invece ricava dai diritti televisivi oltre il 50% del fatturato (194 mln vs 58).

juve bayern

Impressionante la differenza: la società di Agnelli è legata a doppio filo alle emittenti televisive, quella di Rummenigge invece ha nello stadio e in tutto ciò che ne è connesso il motore principale del suo business.

E’ un modello di gestione al quale la Juve ambisce anche se la cultura italiana sportiva e le dimensione della città e dello stadio pongono un limite allo sviluppo, specie se pensiamo che il bacino d’utenza juventino è molto frazionato in tutta la penisola e non è riferibile solo alla città di Torino. Limite che non va però enfatizzato più di tanto; infatti se guardiamo al rapporto abitanti città/posti stadio, ne ricaviamo due valori vicini (18 posti stadio per abitante vs 21 dello Juventus Stadium).

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Aggiungiamo agli introiti da stadio i ricavi commerciali puri (sponsor e merchandising) e il gioco è fatto: i bavaresi raggiungono oltre 200 milioni di euro contro i circa 55 dei bianconeri. Un abisso che segna la differenza anche a livello culturale. In Germania si registra zero contraffazione, forte identità di appartenenza, eccellente post­vendita.

Su quest’ultimo aspetto, cito a titolo di esempio un episodio personale accadutomi dopo aver visitato Monaco un paio di anni fa: un pallone Adidas marchiato Bayern acquistato allo Shop ufficiale e rivelatosi bucato al mio rientro in Italia, mi è stato rispedito a domicilio gratuitamente pochi giorni dopo la mia segnalazione via mail. Voto al post vendita: 10!

La squadra di Guardiola ha poi due assi nella manica non da poco , e non mi riferisco a Robben o Coman: ha indebitamento finanziario netto pari a zero (ripeto, zero contro i 188 mln Juve); inoltre ha patrimonio netto positivo per 390 milioni (Juve, 44). Due parametri che fanno del Bayern la società piu’ solida al mondo dal punto di vista patrimoniale. I corposissimi flussi di cassa derivanti da stadio e marketing hanno già peraltro consentito di estinguere anticipatamente il mutuo concesso per l’edificazione dell’Allianz Arena.

Nonostante queste peculiarità assolute, il risultato operativo delle due società è dello stesso ordine di grandezza (19 e 21 mln) a riprova dell’ottimo lavoro intrapreso dalla dirigenza bianconera in questi 5 anni, ma il risultato netto si discosta parecchio (2.3 e 15 mln): oneri finanziari, tasse e maggiori ammortamenti impattano in maniera decisiva nell’aprire la forbice dell’utile finale a favore della società tedesca.

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In definitiva potremmo affermare che il Bayern ha a disposizione i seguenti fuoriclasse che gli garantiscono risultati nel tempo: pochi o nessun debito, patrimonio solido e ampio compresa la proprietà dello stadio, marchio sfruttato al 100% con introiti commerciali notevoli e non dipendenti dai capricci dei magnati della TV, cultura sportiva che veicola flussi di cassa costanti, economia tedesca di contorno a sostegno generale dello sviluppo.

La platea di tifosi/clienti appare più ampia. Se analizziamo il numero di seguaci del social network Facebook (3.4 milioni contro i 2 mln juventini) notiamo una “reputazione digitale” del Bayern davvero di altissimo livello. Se osserviamo invece Twitter (da molti considerato un Social meno popolare e un pò più selettivo dal punto di vista culturale) i valori invece sono pressochè allineati (dati aggiornati al 4/1/2016) anche se una valutazione pseudo­sociologica da questo punto di vista appare ad oggi ancora troppo difficile da elaborare.

La Juve insegue lo stesso modello, aiutata da un management tra i migliori ­ se non il migliore almeno in Italia ­ ma appesantita da una politica federale che oscilla tra il dilettantistico e il primitivo e un’economia ­ quella italiana ­ che stenta a ripartire. Auguriamoci che il confronto sul campo possa essere lo spunto per aprire una crepa e avviare un’inversione di tendenza e un avvicinamento ulteriore.

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