Juve-Barcellona 0-0: perché ci hanno narcotizzati

di Davide Rovati |

Le statistiche avanzate ci dicono che lo 0-0 era il risultato più giusto. Sono quelle statistiche che nemmeno considerano Digne che ha paura di segnare davanti a Buffon; quelle statistiche per le quali la parata di Ter Stegen su Dybala è uguale ad altre migliaia di parate su migliaia di tiri scoccati da quella stessa mattonella.

Però, uscendo dalla logica degli episodi, anche stavolta le statistiche avanzate finiscono per beccarci. Chi ha ottenuto ciò che voleva? Leggo le formazioni iniziali, rivivo lo sviluppo della partita, rivedo Messi che entra nel nostro momento peggiore, leggo le formazioni finali. Noi chiudiamo con Barzagli Benatia Rugani Alex Sandro Marchisio Bentancur Khedira Matuidi Dybala Higuain, una roba che a vederla scritta stamattina non avremmo saputo nemmeno come immaginarci le pedine in campo. Il trionfo del tailor-made all’italiana di Allegri, pezze su pezze per disegnare una soluzione su misura (o temporanea, per i maligni) e irripetibile.

Ok, non ho più dubbi: il piano di partenza era provare a far male al Barça. Qualcosa è andato storto, chissà se l’esecuzione o il piano stesso; abbiamo perso gradualmente il controllo delle operazioni e per recuperarlo ci siamo rifugiati nella specialità della casa, la difesa posizionale con blocco basso, rinunciando a battere dove pensavamo di poter battere.

E cioè sugli esterni. L’idea era pescare Cuadrado o uno fra Costa e Sandro altissimi e con spazio davanti, dopo un cambio campo di Higuain o Dybala. Peccato che a Higuain abbiano preso le misure quasi subito gli ottimi Piqué e Umtiti (migliore in campo all’andata e al ritorno), con anticipi sistematici che hanno tagliato fuori dalla manovra il centravanti argentino. Il connazionale con la 10 sulle spalle ha fatto il possibile, cercando quasi sempre la giocata più difficile e quasi sempre sbagliandola. Resta un dato di fatto che in giornate come questa ci accendiamo solo quando si accende lui, e se Pjanic non gira, Dybala fa il doppio della fatica.

Gli esterni, si diceva. Allegri ha di nuovo preparato la partita su Semedo, che lo ha ripagato con un’altra prestazione mostruosa in entrambe le fasi (di fatto saltato solo una volta da Douglas Costa in 90 minuti, colpa nostra o merito suo?). Cuadrado ha scelto di annullarsi da solo contro Digne, sprecando le poche occasioni avute per puntarlo.

Il resto è possesso, tanto possesso per questo Barça, che rispetto all’ultimo di Luis Enrique ha recuperato un grande concetto della scuola spagnola, cioè l’uso conservativo del possesso palla, per riposarsi, difendersi, narcotizzare i ritmi e far stancare l’avversario. E può contare su interpreti di livello più alto in difesa e sul miglior Busquets degli ultimi 18 mesi. Squadra difficile da pungere, ancor di più per questa Juve sottoritmo che perde quasi tutti i duelli individuali (anche fisici!) e non ha mai la forza di contendere la sfera.

Cosa ci resta quindi di questa serata, a parte il punticino e la certezza di dover aspettare l’ultimo turno per qualificarci?

A me restano soprattutto due immagini: la frustrazione sul volto di Dybala a metà ripresa sull’ennesima palla buttata via dalla difesa (che fatica costruire con la palla a terra!) e la conseguente sensazione di impotenza sul possesso del Barcellona, che non aveva nessuna difficoltà a sviluppare la manovra sul nostro lato destro e non aveva poi nessuna intenzione di affondare dentro l’area di rigore. E poi Sami Khedira, 190 cm e 90 kg di carrarmato, che si ritrova in vantaggio su una palla che rimbalza alta, di fronte a lui Semedo (180 cm per 69 kg) ultimo uomo dei blaugrana, Douglas Costa pronto lì a un metro. Basta toccarla, forse anche solo disturbare Semedo nello stacco, Douglas la può raccogliere ed è in porta: Sami non solo non salta, ma non ci mette nemmeno il fisico.

Resta negli occhi però anche la prestazione di Medhi Benatia, strepitoso su Suarez per tutti i 90′. Era stato fra i migliori anche all’andata, nonostante il brutto svarione costato il 2-0. Forse è l’unica notizia buona della serata: non ci siamo dimenticati come si protegge il fortino, abbiamo ancora degli interpreti eccellenti della fase difensiva. Tornerà tutto utile più avanti, si spera. Ma per competere contro questo Barça e le altre big in primavera bisognerà salire di molti livelli.