Juve-Barcellona 3-0: Dybala, Do It Again!

di Milena Trecarichi |

<<Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro e si chiamano ricordi, altre ci portano avanti e si chiamano sogni>> J.I.

Riavvolgiamo il nastro.

11 aprile 2017, in uno Stadium gremito di tifosi speranzosi sugli spalti, la Juventus della giovane Joya argentina, Paulo Dybala, si apprestava ad affrontare il Barcellona di Neymar, Suarez, Iniesta e dell’alieno, argentino anche lui, numero dieci anche lui, Leo Messi.

Si respirava un’atmosfera diversa dal solito, i tifosi bianconeri, spesso accusati di non essere calienti, quella sera erano particolarmente carichi, come se in cuor loro sapessero già che l’impresa era possibile. La tensione e l’adrenalina prima del fischio d’inizio, sia sugli spalti, sia da casa, erano alle stelle.

Al 7′ il boato dello Stadium, Cuadrado con un dribbling dei suoi, manda a vuoto Mathieu, la passa a Dybala, il quale si gira, tira di interno piede e segna l’1-0. Un lampo che in un attimo fulmina la difesa blaugrana, un lampo che illumina la stella più preziosa della Juventus, “U Picciriddu”, con la numero dieci sulle spalle. Al 22′, ancora lui, il gioiellino bianconero, buca la porta di Ter Stegen, col suo magico sinistro.

Lo Stadium è ai suoi piedi, come se per una sera, il Dio del calcio, avesse deciso di abbandonare Leo Messi, il calciatore più forte di tutti i tempi e battezzare il nuovo astro nascente del calcio, Dybala. “U Picciriddu”, quella sera, è cresciuto forse troppo in fretta, perché i paragoni illustri che sono seguiti nei mesi successivi, non gli hanno fatto bene di certo.

<<Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento: quello in cui l’uomo sa per sempre chi è>> J.L.Borges

La Joya anche nei momenti di smarrimento, ha avuto la forza di ritrovarsi e di sapere chi vuole essere: “Io non sono Messi, sono Dybala”, ha sempre ripetuto il talento di Laguna Larga, consapevole di come l’Olimpo sia per i pochi eletti. La doppietta al Barcellona ha fatto da spartiacque, alla carriera dell’argentino, segnando un punto di non ritorno. Da quel momento l’asticella delle aspettative su di lui, sia da parte dei tifosi, sia dalla società, si è alzata notevolmente. Tanti addetti ai lavori e non, hanno sempre accusato il dieci bianconero, di non essere decisivo, soprattutto in Champions League.

Mai accuse furono pretestuose e, ingenerose, nei confronti di uno che occupa il primo posto nella classifica dei marcatori della Juventus, di questi ultimi lunghissimi nove anni. Dybala è una delle colonne portanti della squadra, la sua presenza in campo si percepisce tanto quanto la sua assenza, rendendo la squadra dipendente dalle sue giocate, dal suo estro, dalla sua imprevedibilità.

28 ottobre 2020, nel silenzio di un Allianz Stadium semi-deserto, la Juventus di un Dybala più maturo, affronterà nuovamente il Barcellona dell’eterno Leo Messi. Anche in questo caso, si respira un’atmosfera diversa, a causa dell’emergenza economico-sanitaria in cui versa non soltanto l’Italia, ma il mondo intero. The Show Must Go On, perchè il calcio è un’industria e come tale deve andare avanti, senza sottovalutare la funzione sociale che può ricoprire in questo momento complicato. Almeno per una sera, i tifosi, la gente in generale, avrà modo di distrarsi, imprecando per un’occasione da gol sprecata, per un rigore non dato, per tutto quello che possa dare una parvenza di normalità, a ciò che di normale non ha più nulla.

Tre anni fa la doppietta di Dybala, faceva impazzire uno Stadium gremito di persone spensierate, chissà che stasera non possa accadere lo stesso, anche se stavolta, i tifosi potranno eventualmente gioire da casa.

Per una Juve, orfana tra i tanti di un certo Cristiano Ronaldo, per un 2020 che tra le tante altre cose priverà gli appassionati di calcio di tutto il mondo, dell’eterna sfida Messi-Cr7, giunta quasi alle battute finali, perché la Champions League è una competizione talmente magica e imprevedibile, da essere in grado di poter farci rivivere il remake della sfida di tre anni fa… Come on Dybala, Do It Again!


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