Perché Juve-Atalanta non è un passo indietro

di Alex Campanelli |

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Juventus – Atalanta non è stata una partita equilibrata.

I media hanno provato a venderla così a chi non l’ha guardata, dall'”amico” Tuttosport al Corriere dello Sport, passando per il Corriere della Sera e molti altri portali più o meno noti. Ci ha provato Gasperini con il suo “potevamo vincerla”, seguito però dall’ammissione della prestazione monstre di Gollini, e ci abbiamo provato soprattutto noi juventini, ormai assuefatti ai pianti da fine ciclo a ogni mezzo passo falso.

Già, perché si tratta di passo falso, non di passo indietro. L’Atalanta di Gasperini è la squadra che più ha fatto soffrire la Juventus nello scorso biennio: due pareggi con Allegri in panchina, acciuffati nel finale con Pirlo e Mandzukic, oltre a una sconfitta fragorosa per 3-0 in Coppa Italia, un altro pari con Sarri (letteralmente salvato dai due rigori di Cristiano) e un’unica vittoria per 3-1 a Bergamo, con la Dea in controllo totale per 70 minuti.

Martedì sera la Juventus è stata superiore all’Atalanta, non nella rosa com’è ovvio che sia, ma sul rettangolo di gioco: è stata più compatta, ha difeso meglio e rischiato meno, ha attaccato bene e costruito più occasioni da gol. Descrivere la gara come “decisa dalle prestazioni dei due portieri“, come si legge da più parti, è intellettualmente disonesto di fronte all’evidenza del campo.

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Dagli expected goals di Understat di Juve – Atalanta (consultabili nel dettaglio qui) si evince come, al di là del rigore (valutato 0,76), la Juventus abbia creato molto più degli ospiti.

L’Atalanta ha tirato molto, più della Juve, ma spesso con tiri forzati e da posizioni non favorevoli, le uniche occasioni nitide create dalla Dea oltre al gol sono il tiro di Zapata da sinistra respinto da Szczesny con le gambe e il colpo di testa di Romero da dentro l’area, più parabile di quanto non sembrasse in diretta, mentre il numero 1 juventino ha qualche responsabilità, per la prima volta in questo campionato, sulla rete di Freuler.

Per contro, la Juve ha costruito diverse occasioni importanti in momenti molto diversi del match: all’inizio, con Cristiano sull’incomprensione Djimsiti-Gollini e con lo sciagurato tacco di Morata, nel primo quarto d’ora del secondo tempo, due volte con Morata che ha trovato sulla sua strada l’ottimo Gollini, e a fine gara, con Danilo e Dybala che da posizione favorevole potevano fare molto meglio. Per assurdo il gol è arrivato con una delle pochissime giocate estemporanee della gara, il bellissimo tiro da fuori di Federico Chiesa.

Juventus – Atalanta offre indicazioni positive in termini di produzione offensiva anche se messa in relazione con le altre partite della Juve: solo un’altra volta i bianconeri in campionato avevano prodotto così tanti Expected Goals, rigori esclusi, ovvero nel 4-1 rifilato allo Spezia. La squadra di Pirlo ha inoltre concesso davvero poco a una squadra dal grande potenziale offensivo come l’Atalanta, meno di quanto concesso a Torino e Crotone, offrendo una prestazione difensiva globalmente solida, con de Ligt sempre più imprescindibile.

Ecco perché è fuorviante parlare di passo indietro; era una ghiotta occasione per risalire la classifica e portarsi a -2 dalla vetta, certo, ma dal punto di vista del gioco la via intrapresa sta finalmente portando dei frutti, e tornare sui propri passi perché “i risultati tardano ad arrivare” sarebbe una strada suicida che ovviamente Pirlo non ha la minima intenzione di imboccare.

L’allenatore della Juventus stavolta è stato criticato per le scelte a gara in corso: cambi troppo tardivi, punte che andavano sostituite perché palesemente non in giornata, carattere assente per non aver avuto il coraggio di togliere Cristiano Ronaldo. In pratica Pirlo avrebbe dovuto schierare prima, al posto del capocannoniere della Serie A e del giocatore più in forma della rosa, colui che fino alla settimana scorsa era indicato come un separato in casa, un sopravvalutato, un giocatore finito, attaccato solo ai soldi e al proprio contratto, limitandoci ai soli commenti civili.

Morata ha sicuramente sbagliato troppo in zona gol, la sua prestazione ha influito negativamente sul risultato finale, ma Pirlo aveva bisogno del suo lavoro spalle alla porta per continuare a impensierire l’Atalanta e ha ritenuto opportuno ritardarne il cambio. Lo spagnolo ha reso ben oltre gli standard della sua carriera in questo trimestre, è umano che rientri nei ranghi, così come dall’alba dei tempi è possibile non vincere una partita in cui si è stati superiori perché si sbagliano troppi gol.

La mancata sostituzione di Cristiano? Pur nella peggiore delle giornate, con la partita in bilico e la squadra capace di costruire occasioni su occasioni, avendo in panchina giocatori che complessivamente arrivano a 5 reti stagionali, voi togliereste dal campo il cannoniere più letale e decisivo della storia del calcio?

Sipario.