Juve-Atalanta: i numeri del pareggio con la Dea

di Mauro Bortone |

Quarantasette: è la percentuale di possesso della Juventus nella sfida di sabato con l’Atalanta conclusa con un pareggio. Un dato poco sarriano e preoccupante in ottica europea. Quarantasette sono anche le partite consecutive di Federico Bernardeschi in campionato senza gol.

Ventotto, invece, sono le reti di Cristiano Ronaldo nel campionato in corso, 32 in tutta la stagione, 43 tenendo conto della Nazionale. In due anni di Juve sono 60, 730 in tutta la carriera. Sette quelle realizzate dopo il lockdown: nessuno come lui. Cifre da fenomeno. E sui rigori la freddezza dei numeri uno.

Tredici: le conclusioni totali della Dea contro i bianconeri. Due quelle nello specchio della porta ma risultano (quasi) letali ai fini del risultato. Cinque, invece, quelle dei bianconeri nella porta di Gollini.

Dodici i rigori in favore della Juve, tutti trasformati: undici da Cr7, uno da Dybala. Due quelli che sabato hanno permesso di riacciuffare in extremis la “furiosa” Atalanta di Gasperini ed evitano quella che poteva diventare la quinta sconfitta nella serie A 2019-20. Le partite perse restano quattro (Lazio, Napoli, Verona, Milan).

Undici: i punti da ottenere nelle prossime sei gare per vincere, coi debiti scongiuri, il nono scudetto di fila. Sulla strada dei bianconeri in ordine Sassuolo, Lazio, Udinese, Sampdoria, Cagliari e Roma.

Otto in sei partite: i gol subiti dalla Juve dalla ripresa del campionato, sintomo di qualche incertezza riemersa dopo cinque gare “blindate”. Numeri che risaltano perché arrivati tutti nelle ultime quattro sfide (Genoa, Torino, Milan, Atalanta). Otto sono anche i punti di vantaggio della Juve sulla Lazio seconda in classifica.

Tre: come gli attaccanti compagni di squadra che superano in un singolo campionato quota quindici gol. È capitato all’Atalanta proprio contro la Juve, uguagliando un dato che apparteneva a un trio dei bianconeri, ovvero Muccinelli, Boniperti e Hansen. Era, però, il campionato 1951/52.


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