Juve, appello alla squadra: mettetevi in gioco

di Gianluca Garro |

centrocampo

Questo che state per leggere è un appello. Un appello ai giocatori della Juventus. Lanciato da un tifoso come tanti che cerca di interpretare ciò che succede settimana dopo settimana alla nostra Juve, la squadra che ci fa gioire e dannare a distanza di poche ore, ancor di più in questi giorni dopo la sconfitta di Verona.
Ragazzi, ascoltate, non abbandonate Mister Sarri al suo destino, anzi fatelo per tutti noi, abbandonatevi alle sue idee e a come vi chiede di giocare senza quella paura, tangibile, che tanti di noi tifosi hanno notato in queste ultime uscite a vuoto soprattutto in trasferta.

Fatelo per noi, ragazzi. Abbandonate la comfort zone che vi fa tornare periodicamente, quando le cose si mettono male, al gioco di Macs Allegri, che comunque ci ha fatto vincere tanto.
I dirigenti hanno fatto un ragionamento. Vogliamo crescere come Società a livello mondiale. Per farlo dobbiamo fare lo “strappo” di vincere quella maledetta/benedetta la Coppa. Col buon Allegri purtroppo ci siamo andati vicino senza mai riuscire ad alzarla. Allora proviamo un allenatore completamente all’opposto, il “maestro di calcio” che può dare un gioco d’attacco, simile a come si gioca in Premier League, le cui squadre leader sono un esempio importante per i dirigenti bianconeri.

Il problema è che non è facile per un gruppo che vince da 8 anni con relative finali di Champions, Coppe Italia, Supercoppe e via discorrendo, mettere un punto e ricominciare giocando in maniera opposta rispetto alla filosofia dell’ex tecnico, che per 5 anni ha timonato la squadra. E 5 anni sono un ‘eternità nel calcio. Non si tratta di cambiare allenatore ma proprio di fare in campo movimenti, passaggi e azioni diverse.

In questi 7 mesi da parte della squadra l’impegno non è mai mancato, anche nel cercare l’alchimia del gioco sarriano. Non sono però mancati momenti in cui era evidente come la squadra (guidata dai senatori?) tornasse a modalità di difesa del risultato, abbassandosi fin dentro l’area piccola, viste con Allegri in praticamente tutte le partite (tranne alcune eccezioni significative, penso al ritorno dei quarti di Champions a Madrid).

Per tanti giocatori bianconeri (tranne il marziano CR7) quel tipo di gioco è stato, per anni, una comfort zone, colma di sicurezze. Una lingua conosciuta, un ambiente familiare. Il gioco di Sarri al contrario è un rimettersi in gioco, dopo 8 anni di dominio. Un ripartire da capo, che tanti potrebbero non aver digerito.
A questo si aggiunga una certa difficoltà, lo abbiamo spiegato in tanti pezzi su Juventibus, da parte di Sarri di immergersi pienamente, nell’anima, nel mondo bianconero e in particolare di creare un’empatia importante con i giocatori. La squadra sembra un po’ dover camminare da sola, lasciata ai propri umori e alle proprie quotidianità senza una guida presente e che “cammina accanto” ai giocatori.

Allora molti juventini si chiedono: “perché non dare le colpe e le responsabilità di un cammino altalenante al tecnico”?
Non vogliamo risparmiare nulla al tecnico, però c’è da dire che in questo caso ci troviamo in una situazione particolare. Il tecnico propone una via per giungere alla vittoria, e un nuovo modo di intendere gioco e partite. E allora è giusto chiedere qualcosa in più a questi giocatori. Giocatori gloriosi che rimarranno nella storia bianconera. Ma purtroppo, o per fortuna sono loro ad andare in campo e sono loro che devono convincersi che la strada dell’allenatore è quella giusta. Sono loro a dover abbandonare la comfort zone degli ultimi anni. E può essere ancora gloria!