Juve ad alti e bassi, è questione di leadership

di Juventibus |

Di Susanna Gatto

A Zona Mercato con Luca Momblano, Jacopo Azzolini, Giovanni Armanini, Dario Pergolizzi e Romeo Agresti sono stati affrontati numerosi argomenti a freddo dopo la pessima prestazione della Juventus nella gara di campionato di martedì all’Allianz Stadium contro la Fiorentina. La Viola ha inflitto un netto 0-3 ai padroni di casa, lasciando molti spunti di riflessione, non solo tattici, come sottolineato dagli addetti Jacopo Azzolini e Dario Pergolizzi, ma anche di mercato.  Da tempo ormai risulta abbastanza chiaro che la Juventus sia interessata ad un vice Morata, ma alla domanda di Luca Momblano «è davvero la punta il giocatore che manca alla Juventus?» Giovanni Armanini va controcorrente, affermando che la squadra stia pagando un grosso problema in difesa di tipo «gerarchico», dovuto oramai ad un Leonardo Bonucci che non convince del tutto da circa tre anni, dall’anno cioè del trasferimento al Milan, alternando prestazioni ottime ad altre che hanno condizionato in negativo l’esito delle partite (la prestazione di martedì sera ne rappresenta è un ottimo esempio), non riuscendo a garantire quella leadership motivazionale e prestazionale in grado di guidare la squadra nei momenti più complicati della gara. È chiaro però che per essere un leader bisogna avere altre qualità che gli altri non hanno: chiedere scusa nel dopo partita con un post su Instagram non basta e non può bastare per essere il capitano di una squadra, tantomeno della Juventus.

Come ha affermato Luca Momblano nella live, da questo punto di vista ci si aspetta di più anche da Wojciech Szczęsny: sembra infatti che anche l’ambiente Juve sia un po’ deluso dall’atteggiamento troppo morbido del portiere bianconero, al quale invece sotto il punto di vista delle prestazioni non gli si può imputare nulla. Chiaro è che quando si parla di Szczęsny il paragone con il tanto amato Gigi Buffon è automatico, ne consegue quindi che il confronto in questione renda a Wojciech la vita difficile. Buffon infatti, ha dimostrato anche quest’anno, nelle poche prestazioni tra campionato e Champions League di non aver perso quelle caratteristiche di leadership che gli permetto a 42 anni, oltre a delle meravigliose prestazioni, di guidare la squadra verso la vittoria.

È questo che deve fare il vero capitano della Juventus, anche in virtù del fatto che la rosa della squadra sia stata nettamente ringiovanita nell’ultima sessione di mercato, e molti dei nuovi acquisti necessitano di qualcuno che li aiuti a gestire i momenti più delicati della partita.

Sotto questo aspetto stiamo probabilmente pagando l’assenza di Capitan Chiellini, vittima da inizio stagione di innumerevoli problemi fisici che lo porteranno presto ad appendere le scarpette al chiodo. La Juventus dovrà presto rivolgere uno sguardo verso il futuro per capire a chi consegnare le redini della squadra, e chissà che non abbia già individuato queste caratteristiche nel classe ‘99 Matthijs de Ligt, il quale sembra aver già quelle caratteristiche del leader veterano.


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