Juve ai raggi X: lavorare a un centrocampo modello Berlino

di Roberto Nizzotti |

pjanic

Il reparto che suscita più fascino nei tifosi dopo l’attacco è sicuramente il centrocampo, e noi juventini non facciamo eccezione.

Nelle nostre menti è rimasto il quartetto che ci portò a Berlino nel 2015, quel mantra meraviglioso che recitava Pirlo, Marchisio, Vidal e Pogba, una mediana di livello eccelso che combinava classe, intelligenza calcistica e forza espresse ai massimi livelli.

Con i centrocampi delle annate successive si è fatto l’errore di paragonarli con quel quartetto, confronto che li vedeva sconfitti e che dava la percezione di un reparto mal costruito, debole, ma non è esattamente così.

Concentrandoci sul centrocampo di questa stagione composto da Khedira, Ramsey, Matuidi, Pjanic, Bentancur e Rabiot possiamo dire che, come combinazione di caratteristiche, è un ottimo reparto, che ha visto però delle difficoltà nell’esprimersi con continuità, causa il livello atletico non sempre ottimale e la difficoltà ad inserirsi e a riprendere una condizione ottimale

Nel primo caso l’esempio lampante è quello di Sami Khedira che, per quanto concerne la sua storia juventina, nelle ultime due stagioni ha purtroppo dovuto fare i conti con un fisico che lo ha tradito a più riprese costringendolo a star fermo per ben 280 giorni, ovvero 46 partite, praticamente una stagione.

Per questo, e vista anche l’età di Sami (33 anni) è facile ipotizzare, alla riapertura del mercato, una sua cessione.

Le qualità di Khedira nella lettura delle situazioni e la sua capacità di inserimento (logica conseguenza) sono rare da trovare, e la sua assenza si è fatta notare quantomeno fino ad inizio 2020 quando, nelle gare che si sono giocate prima del blocco per il COVID-19, stavamo vedendo queste qualità all’interno di un’importante crescita di Ramsey che, spostato in pianta stabile nel ruolo di mezz’ala destra, il suo ruolo, si stava esprimendo con continuità a buonissimi livelli.

Khedira, stagione 2019/2020 (da sofascore)
Ramsey, stagione 2019/2020 (da sofascore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Purtroppo, lo accomuna a Khedira anche la fragilità fisica, come sanno bene all’Arsenal, dove gli hanno visto saltare ben 113 partite in 9 stagioni, una media di 12 a stagione che corrispondono a circa 1/3 di una stagione, un dettaglio importante per una valutazione di mercato sul reparto

Questo punto di domanda sulla condizione fisica obbliga quasi la società a cercare un elemento con queste caratteristiche per evitare di trovarsi, a stagione in corso e mercato chiuso, senza un elemento con caratteristiche fondamentali per il gioco di Sarri.

Vediamo ora Pjanic, che quest’anno ha ricevuto molte critiche rispetto al suo rendimento che effettivamente, nell’ultimo periodo, ha avuto un evidente calo.

Il bosniaco viene tacciato di essere un regista monocorde, poco propenso al gioco verticale, senza la mentalità offensiva che vuole Sarri ma, a mio avviso, questo non è completamente corretto.

Miralem ha giocato una prima parte di stagione su ottimi livelli, cercando spesso il passaggio verticale a trovare l’uomo tra le linee che, spesso, era rappresentato da Dybala.

Le difficoltà sono poi sopraggiunte quando, contro avversari ben serrati, il movimento delle mezz’ali a smarcarsi mancava o veniva effettuato con tempi troppo lenti, con conseguente rallentamento della manovra e rifugio di Miralem in un passaggio arretrato o in lanci lunghi a scavalcare la densità avversaria.

Trovare un centrocampista con le qualità di Pjanic non è semplice, anche perché le squadre che hanno in rosa un elemento del genere molto difficilmente lo cedono.

La nota estremamente positiva è stata rappresentata invece, senza ombra di dubbio, da Rodrigo Bentancur, che sembra definitivamente esploso.

Il rendimento dell’uruguagio è in continua crescita, la sua presenza nella fase di non possesso si sente (forse troppo viste le numerose ammonizioni) così come il suo coinvolgimento nella fase di palleggio nella quale ha mostrato una crescita importante nella mentalità e ricerca del passaggio, sempre più incentrato alla verticalità. Il problema è nella pochezza dei suoi inserimenti, aspetto sul quale deve assolutamente lavorare visto il passo del quale è dotato e la pericolosità che ha quelle poche volte che entra in area (segna o provoca rigori). C’è chi lo vorrebbe come regista al posto di Pjanic, come futuro mediano ma, a mio avviso, perdere un potenziale atletico di questo livello nella fase di spinta e inserimento, sarebbe un grave errore.

Bentancur, stagione 2019/2020 (da sofascore)

Per quanto riguarda i francesi del nostro centrocampo, l’analisi per me è abbastanza semplice.

Blaise Matuidi non sarà tecnicamente di livello, ma l’equilibrio che da alla squadra, soprattutto coprendo quella zona del campo, individuata nel centro sinistra, che consente a Ronaldo di attaccare senza preoccuparsi più di tanto della fase di rientro, è fondamentale.

Matuidi stagione 2019/2020 (da sofascore)

E non dimentichiamo la sua eccellente capacità di lettura sia in fase di non possesso (diagonali, intercetti) che negli inserimenti senza palla (il gol di Ramsey vs l’Inter nasce proprio da un suo attacco dell’halfspace).  Il rinnovo firmato da poco che lo legherà alla Juve fino al 2021 è più che giustificato, sia per quanto sopra esposto che per il peso specifico importante, che una personalità come la sua ha all’interno di uno spogliatoio.

La delusione è rappresentata da Adrien Rabiot, che ad ora non è riuscito a rendere per ciò che ci si aspettava, vuoi per l’inattività agonistica avuta nell’ultima stagione al PSG e, forse, per un carattere molto introverso, che ne rallenta l’inserimento in un nuovo contesto, sia dal punto di vista calcistico che ambientale.

Come migliorare quindi il nostro centrocampo? Il reparto non va rivoluzionato, ma puntellato, con profili di alta caratura che ne mantengano l’equilibrio alzandone il valore tecnico e, in tal senso, il primo tassello è stato inserito e porta il nome di Kulusevski, 19 anni, acquistato per 35 milioni dall’Atalanta che, in questa stagione, lo aveva mandato in prestito al Parma, club con il quale ha mostrato a tutti il suo potenziale.

Lo svedese, che ha giocato come ala destra, ma che a mio avviso ha tutto per poter giocare da mezz’ala, è stato autore di una prima parte di stagione straripante, che lo ha portato a segnare 5 gol e regalare 7 assist, e ha nella duttilità tattica, nella fisicità, nella tecnica e nell’ottima capacità di inserimento le caratteristiche che delineano un profilo perfetto per la tipologia di ala/mezz’ala che vuole attuare Sarri.

Le zone di campo occupate da Kulusevski in questa stagione con il Parma

Altro nominativo che circola per il nostro centrocampo, e che a più riprese è stato dato vicino alla Juve, è quello di Sandro Tonali, acquisto che potrebbe portare alla cessione di Pjanic.

Il diciannovenne del Brescia, nonostante il basso livello della squadra nella quale gioca attualmente ( le rondinelle sono ultime con 16 punti, a 9 dal terzultimo posto occupato dal Lecce), è riuscito a giocare con continuità ad alti livelli mostrando grande fisicità, ottima tecnica che mette in mostra soprattutto nel dribbling (1.4 a gara e un 80% di riuscita), buona visione di gioco e un grande passo, caratteristiche che lo rendono, a mio avviso, simile a Bentancur.

Bentancur, stagione 2019/2020 (da sofascore)
Movimento di Tonali in questo sua stagione di esordio in Serie A.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suo innesto in sostituzione di Miralem vorrebbe dire ripensare alla struttura del centrocampo con rinuncia ad un classico regista di palleggio per un elemento con più fisicità.

In tal senso va letta la notizia che da la Juve interessata a Thomas Partey, mediano ghanese di 26 anni in forza all’Altletico Madrid.

Thomas è un mediano dotato di buona tecnica che gli consente di partecipare con buona efficacia nella fase di palleggio e di superare con discreta facilità situazioni di pressione, ma la sua prerogativa è sicuramente la fisicità che ne fa un argine importantissimo davanti alla difesa.

 

Stats di Thomas Partey nella fase difensiva (stagione 19/2020 – whoscored)

 

Stats di Thomas Partey nel palleggio (stagione 19/2020 – whoscored)

 

Il sogno di tutti noi tifosi però gioca attualmente a Manchester, sponda United, è francese e si chiama Paul Pogba.

Paul lo conosciamo bene, sappiamo bene quali sono le sue immense qualità tecniche e fisiche, la sua incidenza a livello offensivo e anche in fase di non possesso. Al Manchester United ha dato mostra di tutto ciò nella scorsa stagione segnando ben 14 gol e fornendo 9 assist.

Statistiche in attacco di Pogba nella stagione 18/19 ( sofascore)
Stats di Pogba nella fase difensiva e di palleggio, sempre nella stagione 18/19 (sofascore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso non fosse realizzabile il sogno Pogba, il profilo da cercare resta comunque di quel livello e, per fare due nomi, ideali potrebbero essere Van De Beek e Sergej Milinkovic-Savic.

Il serbo ha le stesse caratteristiche di Pogba, abbina fisicità a grande qualità, ha un passo importante e grande visione di gioco sia in fase realizzativa che di rifinitura (4 gol e 4 assist in 25 gare di Serie A) e quest’anno, arretrato da Simone Inzaghi, ha probabilmente dato la svolta decisiva alla sua carriera.

 

Milinkovic Savic, posizioni nella stagione 18/19
Zone occupate da Milinkovic Savic in questa stagione

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi, sempre mantenendo il livello di Pogba e Milinkovic Savic, potrebbe esserci l’opportunità Donny Van De Beek, eccellente mediano dotato di grandissima intelligenza calcistica, qualità che mostra posizionandosi sempre ottimamente nella fase di non possesso e palleggio e, soprattutto, nella fase offensiva con dei tempi di inserimento pazzeschi che, nelle ultime 4 stagioni con l’Ajax, gli hanno permesso di segnare 41 gol e 33 assist.

Per concludere personalmente confermerei Pjanic, Matuidi, Ramsey e Bentancur, convinto che rappresentino una solidissima base dalla quale ripartire e alla quale aggiungere quel paio di profili top, dal grande valore tecnico-tattico e perfetti per i principi di gioco di Sarri, così da riportare il reparto ai livelli di quello della stagione 2014/15 che tanto ci fece innamorare.


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