Juve 8.0 (seconda puntata): Ronaldo y diez mas?

di Juventibus |

L’ibrido 442/433, reso possibile dalla mobilità di Costa da un lato e da quella di una mezzala (Matuidi, ad oggi) dall’altro, è stata la struttura con cui la Juventus ha raggiunto la massima confidenza nel 2017/18, e la cosa non sembra accidentale: l’asimmetria è diventata una proprietà sempre più essenziale per noi negli ultimi anni. Quindi ripartiamo da qui. Cosa c’è di nuovo?

 

C’è un terzino destro, Cancelo o all’occorrenza anche Cuadrado, che sembra del tutto complementare a un Dybala in veste di mezzapunta allargata: l’ampiezza nella metà campo avversaria viene inizialmente generata dal numero 10, che poi accentrandosi lascia il fondo alla sovrapposizione del laterale. Per realizzare questo meccanismo serve che a completare la catena ci sia una mezzala di posizione: Emre è un candidato, ma Bentancur sembra in vantaggio. Già impiegato da Allegri nel ruolo di mezz’ala d’equilibrio (al Camp Nou nella sua prima partita, ma non solo), l’uruguagio ha dalla sua un work rate invidiabile, una linearità rassicurante in distribuzione, ma meno esuberanza fisica e velleità incursive rispetto al nuovo arrivato tedesco.

Veniamo a Can appunto: secondo chi scrive, si tratta di un centrocampista destruens, le cui ricollocazioni meglio riuscite sono state quelle che l’hanno visto arretrato sulla linea dei difensori; sappiamo bene però che una delle scorciatoie più battute dalla Juventus di recente è stata quella di affidarsi a un riferimento avanzato fisico e dominante nel gioco aereo per aggirare il problema della costruzione dal basso, a maggior ragione da quando la coppia di attaccanti si è fatta più tecnica e meno robusta. Emre risponde a questo profilo, può garantire questo tipo di compensazione alla coppia Ronaldo-Dybala.

Tuttavia il beneficio più innovativo che Can potrebbe offrire da guastatore non è tanto legato alla fase di possesso, quanto alla transizione negativa: non siamo più abituati ad avere uno sradicatore di palloni così metodico ed efferato nell’ultimo terzo di campo. L’Emre-guastatore può aiutarci ad alzare la linea del recupero palla, regalandoci quei contrattacchi brevi che sono il carburante naturale di un tridente come Douglas-Ronaldo-Dybala.

Ecco quindi che si delinea una perpendicolarità quasi esatta tra Bentancur e Can: il primo mezzala orizzontale, bloccato in possesso per coprire Cancelo, largo in fase passiva per disegnare il 442 con cui la Juve riceve l’avversario; il secondo mezzala verticale, riferimento dei nostri shortcuts offensivi e innesco delle ripartenze corte.

Infine, la parte più stimolante e delicata, il duo d’attacco. Difficilmente la convivenza sarà spontanea, dato che entrambi sono giocatori abituati ad usare la loro spalla offensiva più che a premiarla. Molto più naturale per l’uno e per l’altro, forse specialmente per Ronaldo, sarebbe la compagnia di Mandzukic.

C’è però una piccola speranza che mi sembra legittimo tenersi, ovvero che Dybala, trovandosi con un partner che come il portoghese attacca senza tregua la profondità e che è ineluttabile quando buca la linea del fuorigioco (quindi molto diverso sia da Higuain che da Mandzukic), possa riscoprire quella sua vena essiccata per l’assistenza, per il through pass.

In caso contrario, la capacità di Ronaldo di allungare le difese avversarie potrebbe comunque regolarmente liberare Dybala al tiro dalla sua zolla preferita; un po’ come si era visto in quella sfortunata ma promettente serata di Siviglia, nel Dicembre 2015, quando al fianco dell’argentino c’era Morata.

di Calvo