Juve 8.0 (terza puntata): Ronaldo e il 4312 alla Zidane

Real Madrid

Se parliamo del (meraviglioso) giocatore e non del brand, è bene subito chiarire una cosa: il Cristiano Ronaldo del 2018 ha caratteristiche diversissime rispetto a quello di anni fa. Sarebbe fuorviante aspettarsi l’ala del Manchester United che prende palla dalla sua area di rigore e arriva in porta da solo. Nelle ultime stagioni CR7 ha avuto un’evoluzione ben precisa: rispetto al calciatore totale di una volta, oggi è uno “specialista”. Nello specifico, la sua specialità è quella relativa alla finalizzazione, caratteristica in cui è il migliore al mondo. Si allontana poco dall’area di rigore, effettua il 30% scarso dei dribbling che compiva fino a qualche anno fa e raramente “crea” occasioni da rete. Ormai il suo raggio d’azione si concentra quasi esclusivamente negli ultimi metri, dove è in grado di segnare in qualsiasi modo possibile e inimmaginabile. Questo, in un certo senso, esprime la grandezza dell’atleta, in grado di cambiare il proprio stile di gioco con l’evoluzione del fisico.

E’ quindi un po’ limitante dire che il Real Madrid abbia vinto così tanto SOLO perché ha avuto Cristiano Ronaldo: certamente aiuta disporre di un semidio che fa 40 gol a stagione, tuttavia c’è anche una squadra che in ogni partita gli ha fatto arrivare un quantitativo impressionante di occasioni da gol (1.05 Expected Goals a match in Liga, più del doppio rispetto allo 0.43 di Higuain) e gli consente di tirare tantissimo da zone pericolose. Zidane ha costruito un 4312 estremamente fluido, con un elevato dominio del gioco e del pallone, con la presenza di tanti “registi” (Isco, Modric, Kroos). Inoltre, nonostante prestazioni non sempre esaltanti, Zidane ha dato costantemente fiducia a Benzema come suo partner, utilizzato soprattutto in funziona di CR7, proprio perché ritenuto l’uomo in grado di aiutarlo maggiormente grazie ai suoi movimenti senza palla.

 

 

Curiosamente, nel caso si volesse imitare la struttura madrilena, la Juventus attuale è in grado di disporre di un undici con alcuni aspetti in comune: uno di questi è dato dalle caratteristiche assai propositive dei terzini, con Cancelo/Carvajal e Sandro/Marcelo che avrebbero il gravoso compito di coprire l’ampiezza. Al centro della difesa, Caldara e Chiellini sono molto aggressivi, con molto coraggio nell’iniziativa individuale e nel sapersi anche staccare dalla linea.

Come vertice basso, Emre Can “alla Casemiro” sarebbe in grado di coprire nel migliore dei modi la retroguardia grazie a doti difensive eccezionali e a un senso della posizione fuori dal comune, dote che Allegri apprezza molto (ricordate il Claudio Marchisio 2015-2016?), una manna per le transizioni negative. Al centro, (finalmente!) ampia libertà di movimento a  Pjanic per poterlo fare incidere sia nella costruzione bassa che in zona di rifinitura, con Bentancur a destra che, oltre che facilitare la manovra, può offrire un contributo difensivo importante tanto in verticale quanto in orizzontale, aiutando anche il terzino in fase di copertura (stile Modric).

Più in avanti, l’unico che sembra poter assolvere al ruolo “libero” di Isco è Dybala, ossia chi è maggiormente delegato nel fungere in continuazione da raccordo tra centrocampo e attaccoNel caso, dovrà scoprirsi maggiormente regista offensivo di quanto fatto negli ultimi anni provando ed esaltare le sue doti di passatore invece che “limitarsi” in quelle di finalizzazione, diciamo che nel complesso è l’aspetto che genera più dubbi. Infine, Mandzukic si è sempre esaltato in contesti dove, da attaccanti, la sua priorità era quella di esaltare giocatori di estro vicini a lui o alle sue spalle, quindi pare un profilo adeguato per non sfiancare eccessivamente il portoghese. Se si deve trovare un Benzema, il croato può essere l’uomo giusto.

Indipendentemente dal modulo, il compito della Juventus 2018-2019 sarà quello di migliorare nella rifinitura, caratteristica dolente della stagione passata, e offrire alla prima punta tante occasioni pulite. Sarebbe un peccato non sfruttare nel migliore dei modi una forza della natura come CR7 e quello che ti dà negli ultimi metri.

 

P.S. Nell’ultima stagione, col 4312 che a volte presentava troppi scompensi, Zidane ha spesso optato per un 442 nel tentativo di avere più equilibrio, lasciando più volte Isco in panchina e sfruttando Asensio per attaccare con rapide ripartenze. Anche la Juve sarebbe in grado di adottare un centrocampo a 2 di livello, con la mediana Pjanic-Emre Can che sembra la coppia meglio assortita. Sugli esterni spazio a Cuadrado e Douglas Costa, mentre in avanti CR7 verrebbe affiancato con chi, tra Dybala e Mandzukic, raggiungerà con lui l’intesa migliore. Se proprio si vuole imitare il Real Madrid di Zidane per mettere il portoghese in una comfort zone, può essere il compromesso migliore in entrambe le fasi.