Juve 8.0 (quarta puntata): 4-4-1-1 nel brainstorming di Allegri

di La Cricca |

Strane voci dalla Continassa. Massimiliano Allegri ha dimostrato di essere un allenatore capace di mettere in discussione diverse volte le sue idee anche a costo di contraddirsi, e difficilmente arriva a concludere una stagione mantenendo le premesse tattiche con cui l’aveva iniziata. Ad oggi nella testa del livornese Mario Mandzukic è probabilmente ancora un titolare, sebbene non più nella posizione di ala tattica dell’anno e mezzo precedente. L’abbondanza di qualità sugli esterni e l’arrivo di Emre Can con la conferma di Pjanic può lasciare presagire un 11 imperniato sulla mediana composta dai due, che possa difendere agilmente con due linee da 4 come tanto piace all’allenatore livornese.

 

Partiamo dalle esperienze recenti. Il 4-4-2 della scorsa stagione non ha mai convinto a pieno a causa principalmente delle difficoltà nel mantenere una densità adeguata nella fascia centrale del campo, avendo come conseguenza sulla fase di possesso lo svuotamento di tale zona ed una circolazione poco fluida, e di riflesso anche una inadeguatezza nel difendere le transizioni negative, ossia il comportamento tattico attuato a palla persa. Questo sicuramente può dipendere dalle caratteristiche dei singoli impiegati al fianco di Pjanic, contingenza che con Emre Can viene smussata parecchio, con il bosniaco liberato su zolle più avanzate per poter fornire un apporto in rifinitura ed incollamento tra i reparti che Paulo Dybala riusciva a garantire fino ad un certo punto.

Mantenuta la consueta asimmetria allegriana: si spinge da destra con Cancelo e Cuadrado, con la difesa che scala in una linea a 3, De Sciglio abbastanza bloccato a sovrapporsi col contagocce per un Douglas Costa lasciato in isolamento, in una situazione di gioco che abbiamo visto relativamente poco nella sua prima esperienza bianconera a differenza del suo passato al Bayern. L’ex Milan ritroverebbe il collocamento che ha ricoperto in prevalenza durante le sue stagioni in A, dove ha mostrato un atteggiamento non troppo rassicurante in fase di possesso, a causa del piede forte verso l’interno del campo; in fase di non possesso potrebbe invece garantire un apporto difensivo sufficiente, basato più sulla sua applicazione tattica che non su effettive qualità tecniche individuali, soprattutto se puntato sul piede debole.

La coppia di attaccanti sarebbe scelta per due ragioni: la prima è sicuramente la capacità di Mandzukic nel creare spazio per Ronaldo, sia defilandosi che vincendo contrasti per consentirgli di avventarsi sulle seconde palle, e la seconda è il grado di work rate dello stesso in fase di non possesso. Entrambe situazioni che non sembrano riproducibili in una partnership Dybala-CR7. Tuttavia, il livello tecnico del croato non è paragonabile a quello di Karim Benzema, pertanto l’apporto in rifinitura sarebbe strettamente limitato, anche se con una coppia di esterni alti del genere più Cancelo la pioggia di cross potrebbe essere la migliore arma offensiva per sfruttare entrambi i 9.

Si tratta sicuramente di una disposizione funzionale e dal valore assoluto elevato, tuttavia rimangono diversi interrogativi: al di là della questione terzino sinistro, della capacità di Mandzukic di mantenere un livello prestazionale adeguato alle aspettative, dell’effettiva compattezza acquisibile, rimane centrale l’esclusione di Paulo Dybala. Qualsiasi progetto tecnico che non riesca ad integrare un calciatore del calibro dell’argentino nel suo undici di riferiment, al netto di ogni possibile overthinking tattico e tecnico, può essere definito quantomeno fallace.