Juve 7.0 e le spalle al muro

di Matteo Viscardi |

La sonnolenta serata in riva allo Ionio, turbata dalla favolosa rete di Simy per il definitivo pari del Crotone, ha confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, una tendenza, per certi versi preoccupante, di questa comunque superba Juve 7.0. La formazione di Massimiliano Allegri, infatti, con la prestazione letargica in terra calabrese, è come se avesse ribadito per l’ennesima volta che in questa annata (la settima consecutiva a caccia del titolo), per trovare le motivazioni adeguate, partita dopo partita, la squadra bianconera debba sentirsi con la pressione addosso che solo il trovarsi con le spalle al muro è in grado di generare.

Un’urgenza che, in campionato, vista la cavalcata straordinaria del Napoli, fino ad un paio di settimane fa, non è praticamente mai venuta meno, con i campani a lungo davanti in graduatoria, ed in ogni caso, anche una volta superati, sempre pronti a soffiare il proprio fiato sul collo della Vecchia Signora. Almeno sino a domenica scorsa, quando la paratona di Donnarumma aveva dilatato in modo pesante il divario tra le due contendenti per lo scudetto.

D’improvviso, la pressione è scemata, idealmente corrosa anche dalle sterili polemiche post post post Madrid, che hanno ulteriormente allontanato la mente dei bianconeri dal focus dell’Ezio Scida. Il campanello d’allarme suonato a Ferrara un mese ed un giorno fa (quando arrivò uno scialbo 0-0 in casa della Spal, dopo il primo allungo stagionale), e quelli reiterati delle notti europee, quando, guarda caso, Madama  ha sciorinato il meglio del proprio repertorio  una volta ritrovatasi, più o meno volutamente, con le spalle al muro, non ha avuto nessun tipo di riscontro pratico, con i ragazzi che sono incappati in un’altra trappola da mancanza di motivazione. Come se la gara dello Scida fosse una sgradita interrogazione a sorpresa, nonostante gli indizi in tal senso di un professore severo, come la Serie A italiana.

Questa Juventus, infatti, assomiglia da vicino ad uno studente, il più talentuoso e bravo della classe, che, però, dopo anni di organizzazione ottimale del carico giornaliero di studi e una routine vincente, ma pur sempre “noiosa”, ha bisogno del brivido di prepararsi per il compito in classe all’ultimo giorno disponibile. Ecco che, paradossalmente, il calendario può venire subito incontro alla banda di Allegri, perché la prossima verifica, domenica sera, sarà la più importante dell’anno. Affrontarla con “le spalle al muro”, visto l’andazzo stagionale, potrebbe essere una nota tutto fuorché negativa. Buono studio.