La Juve è… 120 anni indimenticabili

di Riceviamo e Pubblichiamo |

E’ una panchina di legno nel centro di Torino.
È un gruppo di studenti del D’Azeglio che Le da un nome Unico e Speciale.
E’ un carico di maglie sbagliate arrivate da Nottingham…mai errore fu più opportuno e decisivo.
È la favola del bambino Giovanni che si innamora assistendo agli allenamenti del fortissimo ungherese Ferenc Hirzer e di conseguenza della casacca bianconera che indossa: quel bimbo diventerà uno degli uomini più importanti e fondamentali per il Club torinese.
È il berretto alato di Carlo Bigatto.
E’ una rovesciata di Carlo Parola.
È una storia di piemontesi tosti, di italiani eccellenti, di stranieri magnifici e di pionieri oriundi indimenticabili come Mumo Orsi, Luis Monti e Renato Cesarini.
È le finte ubriacanti di Munerati.
È una frase mandata a memoria: Combi, Rosetta, Caligaris.
E’ un biondino della provincia di Novara che le dedicherà tutta la sua vita: da calciatore, da presidente, da Simbolo…Giampiero Boniperti.
E’ un dribbling irridente di Sivori a calzettoni abbassati e senza parastinchi.
E’ una testata di Charles contro il palo della porta pur di buttare dentro il pallone.
È uno schiaffo ad un amico per ricordargli quale maglia stia indossando.
È un racconto fatto di sudore, corsa, sacrificio sul campo e di lungimiranza, capacità manageriale, professionalità, competenza dietro la scrivania; in ognuno dei due casi dedizione assoluta.
È la prima squadra italiana a cucire la stella sul petto, a mettere la seconda e inevitabilmente pure la terza.
È la prima squadra d’Europa a vincere tutte le competizioni internazionali.
È un motto che diventa pura essenza.
È i polmoni di Furino, l’attaccamento di Bettega, le giocate di Causio, la duratura affidabilità di Zoff.
E’ l’esultanza rabbiosa di Liam Brady per un gol decisivo pur sapendo di essere stato scaricato.
È un fischio in panchina del Trap.
È una sgroppata di Antonio Cabrini, il primo terzino sinistro moderno della storia.
E’ una punizione all’incrocio di Michel Platini.
È il gol più bello di sempre annullato in finale intercontinentale al nostro triplice pallone d’oro.
E’ lo sguardo e il portamento di Gaetano Scirea.
È 39 figli volati in cielo per la folle violenza di chi non ama lo sport.
È la Triade vincente che domina nel bene e nel male.
È il 10 più tecnico che l’Italia abbia mai avuto, arrivato però in anni difficili, Roberto Baggio ha avuto per noi un sapore agrodolce.
È un allenatore di Viareggio su cui nessuno avrebbe scommesso una lira e che invece ci ha reso per un lustro i più forti del mondo, sempre nel cuore Marcello Lippi.
È un ragazzo troppo giovane che la leucemia ci ha strappato in modo vigliacco, ciao Andrea.
E’ l’emozione di Vialli che non vuole guardare l’ultimo rigore.
E’ il grande spirito di Antonio Conte.
E’ la tempra guerriera di Paolo Montero e di Giorgio Chiellini.
E’ l’anima del Capitano un giorno a Bari che ci ha commosso tutti.
È Zinedine Zidane, poesia e leggiadria applicate al calcio.
E’ il rammarico di Pavel Nedved per una finale mai giocata, lui che con potenza, grinta e ferocia balistica se l’era conquistata più di tutti.
È i guanti coraggiosi e la testa sulle spalle del portiere più forte della storia, Gianluigi Buffon.
È un assist in rovesciata e un gol di testa nella Scala del calcio.
E’ la standing ovation per Alessandro Del Piero al Santiago Bernabeu.
È Ale e Ricky e quel maledetto laghetto.
È farsi con umiltà la B da pallone d’oro o neo campione del mondo, perché non si può abbandonare chi ti ha dato tutto.
E’ l’Amore di un popolo che l’ha presa per mano e l’ha aiutata a rialzarsi nel peggior momento della sua Storia e condotta al 30° scudetto…da invincibili!!!
È un bambino che piange scoraggiato davanti al televisore dopo la finale di Belgrado, dopo quella di Atene, dopo quella di Monaco, dopo quella di Amsterdam, dopo quella di Manchester.
È un adulto che piange deluso a Berlino e a Cardiff.
Quel bambino e quell’adulto siamo tutti noi, con in cuore la speranza, il sogno e la convinzione che le lacrime di tristezza possano trasformarsi in gocce di gioia come quella notte magica a Roma.
È una famiglia, La Famiglia, che si è legata ad essa e la ama, la protegge, la sorregge, la cura da un secolo circa e finché ci sarà questo binomio, saremo sicuramente vincenti: l’Avvocato e il Dottore ci seguono sempre.
È la Juventus di Andrea e Max che dopo aver fatto 34 fa pure 35…la storia continua ed inizia la leggenda con Sei Scudetti consecutivi.
È vedere il mondo a strisce bianconere attraverso Lei.
È farne uno stile di vita, è incarnarne i principi e i valori portandoli sempre con se.
È l’amore più longevo e più puro che ci portiamo dentro dopo quello per i nostri genitori.

È la Juve, storia di quel che sarò

 

01 novembre 1897 – 01 novembre 2017, 120 anni da Mito.

Buon compleanno compagna di vita, Love Ju!

 

di Lorenzo Nicoletti

 

(la storica foto di copertina è di Salvatore Giglio)