Juan Cuadrado, l’uomo che balla

di Alex Campanelli |

Cuadrado

 

Provate a immaginare questa Juventus riprodotta graficamente in uno dei primi giochi di calcio mai prodotti, un gioco alla Sensible Soccer per intenderci, dove distinguere tra loro i giocatori (leggasi: ammassi di pixel) è praticamente impossibile. Anche a quella risoluzione sarebbe decisamente semplice riconoscere in campo Juan Cuadrado, di gran lunga il più facile da identificare al netto della capigliatura e del colore della pelle, nonché il più sudamericano della rosa in qualsiasi accezione si voglia intendere questo aggettivo.

Cuadrado non gioca a calcio, Cuadrado approccia il pallone in una danza sfrenata e un po’ caracollante, in quel gioco di probabilità che può portare ora al cross, ora al dribbling, ora alla giocata errata, il tutto selezionato da fattori non sempre ponderabili. Nell’eterna slot machine di Juan non si vedeva da un po’ il triplo 7, ritornato a sorpresa contro il Crotone con il meraviglioso assist a Mandzukic, giocata che arriva dopo un periodo non proprio felice per il colombiano; un po’ per colpa dello stato di forma semidivino di Dani Alves, diventato imprescindibile in posizione avanzata, un po’ per un calo fisiologico che ha portato Allegri al passaggio al 3-4-3 visto col Monaco e conseguentemente all’inserimento di Barzagli in luogo del numero 7.

 

L’assist di Juan è un raggio laser: solo Mandzukic, degli altri 21 in campo, può impattare il pallone.

 

Un periodo di appannamento per Cuadrado era assolutamente prevedibile, oltre che fisiologico: finora Juan ha disputato 2799 minuti, oltre 300′ in più rispetto alla scorsa stagione, e da quando Allegri è passato al 4-2-3-1 il colombiano è stato impiegato in 24 su 28 partite disputate dalla Juventus, partendo da titolare in 20 occasioni. A far le spese della coperta corta di una Juve costruita per giocare con tutt’altro modo, insomma, è stato più di tutti Cuadrado, che si è sobbarcato un lavoro non meno pesante di quello per il quale viene (giustamente) incensato Mario Mandzukic.

L’esclusione di Cuadrado dall’11 di partenza nella gara del Louis II era stata vista dai più sia come una scelta conservativa, posto che ci si immaginava Barzagli terzino bloccato e non il 3-4-3 visto poi in campo, sia come una volontà da parte del mister di tenere al proprio arco una freccia assolutamente letale a gara in corso. Subentrato nella ripresa sia all’andata che al ritorno, l’esterno non ha però mai dato l’impressione di poter essere l’ago della bilancia che ci si poteva attendere, forse in parte penalizzato da una Juventus che in entrambe le occasioni non aveva alcun interesse nel premere sull’acceleratore. Restano negli occhi errori di misura come quello qui sotto che siamo abituati a vedere nell’arco delle sue gare, ma non con tale frequenza.

 

Cuadrado parte con netto anticipo rispetto a Jemerson, ma davanti a Subasic esita così tanto che il centrale brasiliano riesce a recuperarlo.

 

Anche nella finale di Coppa Italia Allegri ha confermato il recente modulo delle grandi occasioni; l’ennesima panchina, stavolta senza subentrare, sembrava recitare il de profundis per le speranze di Juan di partire da titolare il 3 giugno al Millennium Stadium di Cardiff. Fino alla gara col Crotone, per l’appunto. Domenica si è visto allo Stadium un Cuadrado tirato a lucido, che otlre all’assist è tornato sui suoi livelli per dribbling riusciti e apporto costante in fase offensiva, una prestazione che mancava al giocatore dai quarti di finale di Champions contro il Barcellona, gare nelle quali ha fatto letteralmente impazzire i malcapitati Mathieu (non a caso giubilato a metà partita) e Jordi Alba.

Fresco di riscatto a titolo definitivo, Juan Cuadrado è l’uomo che balla: nel senso proprio del termine, visto il suo ondeggiare sull’out di destra, e anche metaforicamente, visto che l’unico vero dubbio di formazione in vista della finale riguarda proprio lui, che sarà in ballottaggio con Barzagli presumibilmente fino a poche ore dal fischio d’inizio. Se ballerà e saprà anche far ballare la retroguardia merengue, lo sapremo solamente il 3 giugno.