La Joya di un attimo

di Nino Flash |

Basta un attimo e mi ritrovo a gridare un secco e improvviso “goool”,  mentre solitario vedo la partita, accompagnato per la verità da altri pensieri, primo fra tutti il senso di un derby d’Italia giocato in un contesto così inverosimile, dentro e fuori dall’Allianz.

Ah, ovviamente non parlo del primo gol (pur importante), ma del secondo, quello di Dybala. Sei secondi di poesia che hanno l’effetto di sospendermi i dubbi sulla sospensione, di annullarmi i timori dell’annullamento. Tutto il brutto scompare nella mia mente, e poco importa che sia una breve illusione.

Vedo e rivedo la sequenza: il sublime aggancio orientato che scherza Young sul lancio da 30 metri di Bentancur, la conduzione veloce della palla, lo scambio puntuale col ritrovato Ramsey, il favoloso tango mancino tra Young (ancora lui!) e Skriniar (come mai sempre lui?), e in ultimo, lo “sfaccetto” d’esterno –  repentino – che lascia immobile Handanovic. Un compendio di tecnica, rapidità e precisione, griffato con la naturalezza e l’eleganza che contraddistinguono questo straordinario giocatore che risponde al nome di Paulo Dybala. Movenze argentine che fanno riemergere dalla mia memoria le immagini sbiadite delle gesta dell’indimenticato Omar Sivori, che spesso veniva assistito guarda caso da un connazionale di Ramsey, il grande John Charles.

Corsi e ricorsi storici (e bianconeri) di una serata strana e particolare, al termine della quale, pur rimanendo con gli stessi dubbi della vigilia, credo di aver capito meglio il significato della parola…Joya.


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