John Elkann, la Juve e la cultura vincente

di Leonardo Dorini |

Il nono scudetto della Juve, ma anche la Ferrari che stenta: John Elkann fa il punto sui due gioielli dello sport di casa Exor, la cassaforte della famiglia Agnelli che controlla il Club Bianconero con il 63,80%, ed ha in portafoglio partecipazioni di rilievo nel settore automotive (con Ferrari, CNH ed FCA, prossima alla fusione con Peugeut), nel settore delle assicurativo, con PartneRe, ed in quello editoriale con le partecipazioni in The Economist e GEDI.

Il presidente di Exor, in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, si dichiara subito felice del nuovo importante traguardo, non si sogna minimamente di sminuirlo, come troppo spesso accade a qualcuno di noi tifosi un po’ troppo abituati a trionfare in Italia: e il suo primo riconoscimento (“un merito straordinario”) va al cugino Andrea Agnelli, il condottiero di questa lunga infilata di successi, che ha appena festeggiato i 10 anni di presidenza del club bianconero, per la gran parte passati da campione d’Italia.

Rilevante il riferimento di Elkann anche al lavoro “fuori dal campo” fatto dalla Juventus: si riferiva certamente al turnaround impressionante messo in atto dal Club in questi anni, modificando il suo modo di operare e comprendendo prima di tutti gli altri in Italia quali erano i nuovi driver di sviluppo del business calcio e le modalità per crescere nei ricavi, oltre che nei successi sportivi.

Elkann continua a citare il Presidente della Juve quando ricorda, dopo la vittoria dei primi 5 titoli, le parole di Andrea sul fatto che era “più difficile arrivare a 10 scudetti di fila che vincere la Champions”: sembra ieri, ma sono arrivati altri 4 titoli e si sa, ormai, che il decimo è nelle mire dei bianconeri e della loro “cultura vincente”, della “mentalità Juve, che significa non dare mai niente per scontato”, nelle parole di John Elkann.

C’è il dualismo con la Champions, si dirà, questo frutto proibito che non si riesce a cogliere: Elkann usa parole molto posate, parlando di una competizione a “tappe accelerate”: sa perfettamente che vi possono essere molte più incognite del normale, quest’anno, a partire dal ritorno col Lione. Come già aveva fatto Mr. Sarri, il leader del gruppo Exor inquadra perfettamente i temi della partita del 7 agosto: da un lato “l’abitudine al ritmo” dei bianconeri, dall’altro la “freschezza atletica” dei francesi…un bel rebus sui cui non sbilancia (“partita difficile”).

“Mai sedersi sugli allori, non mollare e non perdere mai la voglia di vincere”: John Elkann conferma in poche parole ciò che la Juve è riuscita a mettere in pratica negli ultimi incredibili anni. Diciamo quindi che mai come in questo caso non sono solo parole, ma fatti concreti.


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